Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

NESSUNO E’ AL DI SOPRA DELLA LEGGE

La storia la sapete. La VAS onlus, capofila nella lotta dei comitati civici contro il nuovo aeroporto, scopre che l’attuale aeroporto (quello che c’è ora, non quello che Renzi, Nardella e Rossi e Carrai vorrebbero per forza) non ha mai ottemperato alle prescrizioni di VIA del 2003, e tutto questo mentre i suddetti, più ENAC, cercano in ogni modo di avere una VIA sul nuovo progetto, cosa che gli sfugge da quasi due anni viste le enormi pecche del progetto. Sembrerebbe uno scoop: di fatto, il vecchio aeroporto è fuorilegge. Voi credete che i giornali si scapicollino a parlarne, come invece avevano dato spazio alla manifestazione dei miliardari in giacca e cravatta a favore dei progettini dei suddetti? Neanche per il cavolo. Questi cosiddetti giornalisti non l’hanno nemmeno cercata la VIA del 2003, figurati parlarne ora.
Nonostante il (colpevole) silenzio mediatico, però il colpo deve essere stato avvertito, e infatti Toscana Aeroporti reagisce con un lancio, ed eccolo qui:
“Si premette innanzitutto che né a Toscana Aeroporti, né ad Enac era mai stato fino a oggi notificato il decreto in questione, firmato dal capo dello stato fin dal giugno 2012. In particolare Toscana Aeroporti ha ricevuto il suddetto decreto decisorio soltanto in data 21 novembre 2017, a seguito di apposita istanza di accesso agli atti inoltrata al ministero dell’ambiente lo scorso 13 settembre dal proprio legale”. “Fermo restando quanto detto – continua il documento – il procedimento di Via attivato da AdF nel 2000 e conclusosi con il provvedimento del 2003 si riferisce a un progetto a breve termine, denominato “Piano generale di sviluppo dell’aeroporto orizzonti 2005 – 2010”, che non è mai stato oggetto di approvazione né è mai stato, quindi, portato a esecuzione. Specificamente, la procedura di Via si inseriva – quale subprocedimento – nell’iter di approvazione del suddetto progetto a breve termine e non aveva, pertanto, carattere autonomo. Conseguentemente, con l’archiviazione della proposta relativa al suddetto piano, è venuta meno la necessità del decreto di Via così come sono rimaste improduttive di effetti anche le prescrizioni imposte in tale sede”.
Hanno detto proprio così. C’è il virgolettato. Ora, che ci sia un’archiviazione del decreto di VIA è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Un decreto è una legge dello stato e non si può archiviare; al massimo la si può abrograre. Cosa che non è avvenuta. E infatti, se il decreto di VIA dell’attuale aeroporto fosse stato archiviato, perché l’allora società Aeroporto di Firenze, ora Toscana Aeroporti, ha proposto ricorso al Presidente della repubblica avverso il decreto di VIA DEC/VIA/2007/0676 per vedersi cancellate le prescrizioni che erano presenti, in particolare l’interramento completo al livello del piano della campagna” dell’autostrada? Se era così decaduto, non poteva ritirare il ricorso? Il ricorso invece viene rigettato come infondato, e nella sentenza del Consiglio di Stato si trova scritto: “Il procedimento di valutazione di impatto ambientale è, per la sua propria natura e per la sua configurazione normativa, un mezzo preventivo di tutela dell’ambiente; così vogliono infatti la direttiva CEE 85/335 che la Legge 8 luglio 1986 n. 349, che lo costituiscono come un procedimento che si svolge “prima” rispetto a quello di approvazione del progetto,; solo attraverso il suo esaurimento antecedente all’approvazione del progetto dell’opera è infatti possibile tutelare preventivamente l’interesse pubblico ambientale” (p. 9). Il Presidente della repubblica fa sue le conclusioni del Consiglio di stato e il 5 giugno 2012 firma il Decreto decisorio.
Da notare che sono prescrizioni di sicurezza. Quando Toscana Aeroporti annuncia trionfali aumenti del volume di passeggeri si dimentica che quell’aumento presupponeva l’attuazione delle prescrizioni. Su questo punto, però, TA ci dice due cose: 1) non ha saputo dell’esito del ricorso che nel 2017. Cosa francamente non credibile; ma come, avete una causa in corso, arriva la sentenza e i vostri legali non vi avvertono? Per avere la sentenza, pur essendo una delle parti in causa, vi tocca fare un accesso agli atti? Ma davvero credete che la beviamo? E comunque che ragionamento é: se Riina avesse detto che non sapeva delle sentenze a suo carico, che facevano, lo scarceravano? 2) le prescrizioni della vecchia VIA non sono più valide. A parte il fatto che si riferiscono all’attuale aeroporto e quindi sembrerebbero validissime, in virtù di quale norma di legge non sarebbero più valide? Chi lo stabilisce? Toscana Aeroporti? Al contrario: trattandosi di un decreto decisorio è una sentenza che ha forza di legge e come tale va applicata. Non è che Toscana Aeroporti può cavarsela dicendo è roba vecchia.
Prendiamo il caso di una piccola azienda o peggio ancora una ditta individuale. Arriva la Direzione Territoriale del Lavoro e mette a verbale alcune prescrizioni sulla sicurezza. Diciamo che la ditta non ottempera. Che cosa credete che gli capiterà? Se sostiene, come TA, che sono prescrizioni non più valide, credete che se la cavi? TA crede di sì. Queste cose possono accadere a noi e a voi, e ne pagheremmo le conseguenze, ma a TA non possono accadere.
E questo è il punto: TA interpreta le leggi per sé, pur senza averne alcun titolo, ma per gli altri le vuole applicate. Sostanzialmente, TA ritiene di essere al di sopra della legge. Se c’è una sentenza sfavorevole, si dichiara caducata; se ce n’è una favorevole (non è che per ora ci sia) la si vuole subito applicata. Ci fosse il decreto di VIA per il nuovo aeroporto, si vorrebbe far partire subito le ruspe. Il che rivela un punto della questione che è rimasto finora nascosto ai più, soprattutto ai giornalisti che avrebbero il dovere professionale di approfondire le vicende. Il braccio di ferro sull’aeroporto non è semplicemente una lotta su un’infrastruttura. Dietro c’è uno scontro tra due diverse concezioni etico-politiche. La prima vuole che la classe politica sia un decision-maker, una specie di amministratore delegato che quando vince le elezioni comanda e detta le politiche aziendali (scusate, civiche). Le norme sono viste come ostacoli sulla via della realizzazione di quelle decisioni. Chi vince, decide come e quanto gli pare; e vince e decide anche quando non vince, osa che è accaduto con tutti gli ultimi governi di questa legislatura (sulla quale ci sarebbe molto da dire, ma non è questo il luogo). E’ la volontà del governante che conta; l’idea che quella volontà non possa uscire dai criteri costituzionalmente stabiliti non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello. La seconda ha un concetto di democrazia diverso; chi vince governa e non comanda, e quindi è legato dalle leggi. In quest’ultima concezione, nessuno è al di sopra della legge, specie chi governa.
Non c’è bisogno di ribadire a quale di queste due concezioni sembra rifarsi TA. E non solo lei: ce ne sono tanti che credono che le regole del gioco democratico stiano semplicemente nel cambiare padrone ogni tot anni (se ci fanno votare, almeno) La democrazia insomma è una specie di caserma. E badate bene; ci sono tante persone che nonostante settant’anni di repubblica non hanno mai davvero accettato le regole della democrazia, ossia che ogni scelta esige la ricerca del consenso e he comunque le leggi legano tutti. Quando Ennio Flaiano parlava dell’”eterno fascismo italiano”, secondo noi non aveva torto. O, se preferite, la possiamo mettere così: gli Uomini del Denaro non obbediscono alle leggi. Sono le leggi che obbediscono a loro. Lo scrisse Honorè Balzac. Possibile che qualche straccione riunito in comitato conti quanto loro? Non è possibile.
Si è capito come la pensa TA. Ma che dire delle istituzioni? Quelle che secondo il Decreto decisorio avevano il compito di controllo e verifica, in primis la Regione Toscana? Non ne sapeva nulla? Doveva fare l’accesso agli atti anche lei? Ma allora a che cosa serve il suo potere di controllo? Si parla tanto delle colpe della vigilanza sui crac bancari recenti. Perché, questi qui si sono comportati diversamente? O è forse, come noi sospettiamo (ma si sa che siamo malfidati) che la pensano esattamente come TA, e cioè che le leggi si interpretano per gli amici e si applicano per i nemici? E a che serve allora cercare di rifarsi una verginità con MDP, se poi sono le stesse persone che hanno fatte queste cose?
Tutto questo per dire una cosa sola, e poi la piantiamo: lo scontro sul nuovo aeroporto avviene sulle norme e sui regolamenti, ma in gioco non c’è la ragione dal punto di vista tecnico (per ora faveorevole ai comitati civici, comunque). In gioco c’è un assetto di potere, che per quanto pare a noi, non è democratico. Quindi pensiamo che parecchio della battaglia sul nuovo aeroporto si deciderà alle prossime elezioni politiche.
Vedete di ricordarvene.

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Questa voce è stata pubblicata il 28 novembre 2017 da in Editoriale con tag , , , , , , , , , , , , , , .

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