Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

UOMINI CONTRO

Ci piaceva Checco Zalone; ora, però, non sappiamo. L’intervista dI Emiliano Fossi alla Repubblica del 5 settembre (e la successiva comparsata a Controradio nella trasmissione Bellavista di sera, stessa data) ci ha fatto parecchio ridere.
Sostiene Fossi che “siano maturi i tempi per archiviare l’idea del termovalorizzatore di Case Passerini”, in quanto “ è finita l’era in cui si fanno le opere 30 anni dopo la progettazione. Anche perché le cose sono molto cambiate in tema di ciclo dei rifiuti, di sensibilità ambientale”. Cambiate come? “I politici vent’anni fa dicevano che la differenziata era inutile, oggi no”. Ora, se è per quello, lo dicevano mica soltanto i politici. Noi ricordiamo con estremo dispiacere un incontro in piazza Dante in cui l’allora amministratore delegato di Quadrifoglio Giannotti, sotto lo sguardo benevolo e carezzevole dell’allora sindaco Adriano Chini (si parla della consiliatura 2008-2013) spiegò ai cittadini basiti come e qualmente fare la raccolta differenziata non era possibile perché i cittadini medesimi avrebbero invaso i comuni vicini per buttare tutto i rifiuti nei cassonetti altrui, Ma proprio a bestia. C’è bisogno di ricordare che in quella consiliatura, che sosteneva queste cose e chiamava Giannotti a sostenerle per convincere i cittadini che bisognava costruire l’inceneritore, Fossi era allegro assessore? Però a pensarci bene non è che fosse un movimento generale; se sindaci, assessori e amministratori delegati erano convinti, vent’anni fa, che la differenziata non si poteva fare e che l’inceneritore invece sì, eccome, c’era qualcuno che diceva (con preveggenza di vent’anni) che la differenziata avrebbe reso inutile il ricorso all’incenerimento. Eravamo noi, i cittadini che lottavano contro l’inceneritore. Eravamo noi a dirlo. E se questa sensibilità si è affermata, è perché ci siamo stati NOI a tenere viva la battaglia, mentre LORO mettevano i cartelli “Per non fare la fine di Napoli” (il referendum sull’inceneritore ce lo ricordiamo solo noi?) e mandavano i consiglieri in gita premio in Giappone a vedere come fare gli incenelitoli al plasmon, perché evidentemente quelli tradizionali non bastavano loro.
Caro Fossi, ci fa piacere se ha cambiato idea; ma è lei che è venuto sulle nostre posizioni, non noi sulle sue. Questo tanto per la coerenza. Anzi alcuni di noi si sono beccati denunce penali da esponenti di quelle giunte che non amavano rendere conto ai cittadini delle vergognose giravolte fatte sull’inceneritore (giunte di cui lei faceva parte) usando i vigili urbani per iniziative giudiziarie all’insaputa degli interessati. Questo per dire di che pasta erano fatti. E ora che cosa ci viene a dire, che avevate scherzato? Ma almeno ce l’ha il coraggio di ammettere che questa questione avevamo ragione noi, e torto marcio voi?
C’è però un motivo di ilarità ancora maggiore ed è l’attacco alla politica che “ha perso”. Ha perso perché non è riuscita a realizzare né l’inceneritore né le opere di compensazione (ma perché, se aveva realizzato le opere di compensazione l’inceneritore andava bene?) in tutti questi anni, e quindi gli “amministratori di oggi” raccolgono “i cocci rotti dai sindaci degli anni ’90, che non hanno fatto quel che dovevano e oggi provano a rifarsi una verginità”. La verginità è ovviamente perduta, ammesso ci sia mai stata, ma la diagnosi è altrettanto ovviamente sbagliata; se questa schifo di infrastruttura non si è fatta in tutti questi anni è perché è stata l’ennesima decisione senza consenso. C’è stata una battaglia popolare; dai 7.000 della prima manifestazione contro l’inceneritore alla Motorizzazione siamo passati ai quindicimila dell’ultima manifestazione nel 2016 delle mamme no-inceneritore. La contrarietà popolare all’inceneritore non è mai venuta meno anzi è lievitata nel corso degli anni, così come per l’aeroporto e per tutte le decisioni prese a capocchia sulla pelle dei territori fidando nel fatto che i cittadini avrebbero ingoiato tutto (al contrario, comincia a venir meno la fiducia dei politici in queste scelte dissennate). E’ per questo che la politica ha perso; ha fatto scelte rovinose e non ha saputo creare consenso su di esse, preferendo i tavoli tecnici, le conferenze dei servizi, tutte quelle puttanate lì, rinchiudendosi dentro di sé a vuoto spinto. Ora però che inceneritore e aeroporto iniziano a costare in termini di voti, ecco che chi ha un passato bruttarello assai su questi temi si scopre un grande eroe e glorioso dell’ambientalismo e del “mantenimento della salute e la salvaguardia dell’ambiente”. Come se Fossi, come se Chini non avessero fatto parte di quella politica lì, che quando gli odiati comitati rivendicavano, loro sì, il mantenimento della salute e la salvaguardia dell’ambiente, prendeva questi ultimi abbondantemente per il baugigi; magari qualcuno se lo ricorderà di quando Fossi manco ci stava a sentire, dicendo “le istituzioni hanno da fare le istituzioni, e i comitati i comitati” (chissà che cavolo voleva dire?). E’ veramente comico che Fossi si tiri fuori; quindi solo i sindaci degli anni ’90 sono responsabili? Sono responsabili sì; e gli assessori che avevano e che sostenevano tutte le loro scelte con il voto in giunta invece si chiamano fuori e anzi rivendicano la coerenza di essere sempre stati contro; magari nel mentre ci denunciavano? Di quella politica nella quale piativano begli stipendi da assessori si sentono vergini? Proprio un bello spettacolo, di quelli edificanti. E non dovremmo riderne?
A quanto pare, però, da qualche tempo essere un po’ comitatizzati potrebbe pagare elettoralmente, ed ecco che gli uomini un tempo a favore diventano uomini contro (mentre prima erano solamente contro i cittadini); il verbo dell’ambientalismo si diffonde e va a coprire tutto –anche quello che non olezzava esattamente di fiori freschi. Non c’è che dire: proprio una bella campagna elettorale ci si prepara di qui ad aprile 2018 per le amministrative. Oppure magari no. Magari c’è qualcuno di quelli che vent’anni su queste cose aveva capito di più di questi qui, che si presenta e che fa vedere loro i sorci verdi inchiodandoli alle loro bugie. Magari a questo gira si cambia davvero. Francamente, se ne sentirebbe il bisogno.

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Questa voce è stata pubblicata il 8 settembre 2017 da in Editoriale con tag , , , , , , , , , , .

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