Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

FLY ME TO THE MOON

E’ successo davvero. La variante al PIT è stata annullata dal Tar della Toscana (sentenza 1310/2016) e l’aeroporto delle linee aeree Rezie, Rossie e Nardie se ne va sulla luna, anzi al diavolo. Lo sapete tutti, ormai. Quegli straccioni dei comitati, quei pezzenti, quei trogloditi, qui reazionari, quei luddisti, quelli che sanno solo di NO, hanno vinto il loro ricorso al TAR. Magari sanno dire qualcosa oltre ai NO. Magari è meglio sentire che hanno da dire. Almeno, il TAR deve averla pensata così. E non vogliamo fare un po’ di chiarezza su questa faccenda?

1. Che si dice in città?
Il fronte dei nostri avversari lo vediamo un po’ affannato. Si può capire; non se l’aspettavano quaesta cosa qui. E quindic’è Nardie che si sbraccia a sostenere che la sentenza del TAR non tocca il nuovo Master Plan dell’aeroporto, e quindi il progetto di autorizzazione va avanti come se nulla fosse. A Nardie, che tra l’altro confonde la Variante al PIT con il Piano Paesaggistico della Marson, sfugge totalmente il fatto che il TAR sul nuovo Master Plan non si è espresso perché semplicemente il ricorso era alla variante al PIT della regione Toscana. Al Master Plan non si poteva fare ricorso perché non è un atto amministrativo di un ente pubblico. Però la Variante al PIT era stata fatta apposta per stabilire che nel parco della Piano ci doveva stare un nuovo aeroporto. Ora la Variante è stata dissolta dal TAR. Non c’è più un atto amministrativo che stabilisce che lì deve esserci un aeroporto; anzi è cancellata anche la posizione di ENAC che sosteneva che la competenza sulla nuova pista era propria e non della Regione, e a cui noi ci eravamo opposti con un controricorso. Indovinate il TAR a chi ha dato ragione? Risultato: non c’è più né pista di 2.000 metri né di 2.400. Caro Nardie, se ce la volete, dovete rifare tutto. Oppure che cosa vuoi fare, un aeroporto abusivo? Ti mandiamo subito i carabinieri. Lo sai che siamo capaci. Tra l’altro anche il Master Plan, nel procedimento di VIA al Ministero, abbiamo costretto Toscana Aeroporti a rifarlo. Fossimo in te, anche lì non staremmo proprio tranquilli.
C’è poi Parrini che è sicuro che la sentenza del TAR sarà dissolta dal Consiglio di Stato, cui la Regione si appellerà. Sarà. Per intanto ha dissolto la Variante al PIT. Tra qualche anno, quando il Consiglio di Stato si sarà espresso, se ne riparlerà. Intanto sicuro come l’inferno le ruspe, a meno di palesi illegalità, non partono.
Poi c’è la comica di Toscana Aeroporti, che è convinta che per l’approvazione del proprio Master Plan non sia necessaria una corrispondente previsione pianificatoria della Regione, e che sostiene che in sede di VIA sono stati approfonditi tutti i profili di insufficiente istruttoria che il TAR ha ritenuto sussistere. Beati loro. Sta di fatto che nei documenti del procedimento di VIA c’è scritto papale papale che gli approfondimenti verranno fatti via via che il progetto prende forma; e che praticamente quel poco che c’è si fonda sulla VAS (Valutazione Ambientale Strategica, che, urka, ma lo sai che… è obbligatoria per legge) a sua volta contenuta nella Variante al PIT; Variante che non c’è più perché il TAR l’ha incenerita.
A questo punto: a che cosa sono servite tutte le furbate, tutte le forzature, per arrivare per forza e contro ogni norma di Dio e degli uomini, per arrivare subito a far partire le ruspe in modo che si potesse dire: ormai c’è, bisogna finirlo? A che cosa è servita la porcata di Rossie, svenditore del patrimonio pubblico costituito dal Galilei di Pisa a prezzo vile, pur di mantenersi uno strapuntino di potere? A che cosa è servito negare il percorso partecipativo, in aperta violazione di una legge regionale, perché si sapeva benissimo che l’aeroporto non aveva consenso tra i cittadini, come non ce l’ha il sottoattraversamento di Firenze e come ce l’ha inceneritore? A che vi è servito tutto questo, a parte perdere ele lezioni a Sesto (appunto; che si diceva sul consenso?)? I cittadini si sono messi insieme e si sono organizzati, e hanno pure vinto sul piano delle ragioni, mentre voi vi ostinavate a fare i vostri tavoli. Magari sbagliamo, ma tra qualcuno di questi c’è la prossima classe dirigente del futuro, che ha visione, capacità di analisi, capacità di aggregare consenso, e vi manderà tutti a lavorare con i voucher, così vi provate un po’ di Job Act.

2. Che cosa non si dice in città
Mentre Rossie e Nardie straparlano a vanvera, si rifanno vivi i sindaci, quelli che non hanno voluto firmare con noi il famoso ricorso, e hanno preferito i tavoli tecnici e le osservazioni (in parte copiate da noi) al Ministero. Sulla Variante al PIT, zitti e coperti. Ora trionfano sui social, manco avessero preso la Bastiglia. Questi fanno solo che ridere. Almeno Rossie e Nardie pensano a se stessi, voi invece, che magari siete davvero contro l’aeroporto ma che fate finta di nascondervi dietro il ruolo istituzionale, siete cento volte peggio. Avete perso l’abitudine alla battaglia e alla difesa delle comunità che avete la tigna di voler presiedere. Le lotte, ammesso che le facciate, le fate in pantofole. Avete mani da stringere (e culi da leccare), mica potete firmare ricorsi assieme a quegli straccioni dei comitati. Così capita quello che capita; che gli interessi e le aspirazioni dei territori finiscono per rappresentarli gli odiati comitati, e voialtri rappresentanti rappresentate soltanto la vostra voglia di passare un’altra giornata senza dover andare a lavorare davvero. Perché su questa cosa avete lavorato male davvero. Un atto di delinquenza politica come la svendita del sistema aeroportuale toscano, non dovevate mandarla giù. Invece l’avete digerita bene, al massimo un ruttino. Magari però stavolta vi ci vorrà un po’ di maalox; perché magari tra le file dei comitati, agguerrite e preparate, c’è già alla vostra porta il passo di qualcuno destinato a portarvi via. Non vi rimpiangeremo.

3. Che succede ora?
Volete un consiglio spassionato? Succede questo e lo scrive il comunicato stampa del Coordinamento dei comitati che ha vinto il ricorso: “Il nostro legale ha già protocollato la formale richiesta di interruzione/archiviazione della procedura di VIA, perché con tale sentenza… si riparte ex novo con un foglio totalmente bianco, tutto da riscrivere”. Questa succederà con buona pace dei vari Rossie, Nardie e Renzie. Perché idee e cose hanno una loro forza che non sempre, ma ogni tanto, si impone sulle furbate del politici. E oggi è uno di quei momenti.

E lasciateci dire un’ultima cosa con orgoglio. Lo scrivente comitato ha dedicato molte delle proprie energie, molto del proprio tempo e molte delle proprie sostanze a quest’impresa. Mentre i signori sindaci che avevano da fare gli istituzionali buttavano via soldi in portavoce improvvisati o in percorsi di partecipazione farlocchi, noi studiavamo le carte, ci informavamo , discutevamo e spendevamo. Mai soldi sono stati meglio impiegati. Mentre i sindaci prendevano il tè e i pasticcini ai loro tavoli istituzionali, noi facevamo questo. Non soltanto noi; tanti noi. Perché questa è una vittoria collettiva, una vittoria di tanti noi, e perciò vogliamo dedicarla a tutti voi, nostri lettori, che siete al contempo noi. Sosteneteci e se possibile aiutateci, fino a che il lavoro sia finito. Non prestate fede a tanti leccazampe, falsi ambientalisti, carrieristi frustrati, politici trombati che ora che il vento gira fiutano l’usta di una possibile, nuova poltrona. Da cittadini a cittadini. Non vi chiediamo altro, né promettiamo altro. Se saremo tanti noi, daremo a chi vuole rubarci il nostro territorio altre giornate che non dimenticheranno facilmente.
Lo zio Mente Locale.

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