Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

L’INVERNO DEL NOSTRO SCONTENTO

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L’inverno del nostro scontento si è tramutato in radiosa estate grazie a questo sole del PD. Come sapete, Comitati e Università hanno espresso osservazioni molto negative sul Master Plan dell’aeroporto di Firenze, sottoposto a procedura di VIA da parte del Ministero dell’ambiente. Altrettanto hanno fatto il Nucleo di Valutazione della Regione e tutti gli enti da lui auditi: Consorzio di Bonifica, Arpat, ecc. Nubi all’orizzonte? Ma ecco che il consiglio regionale rimette tutto a posto e il sole caccia via le nuvolacce addensatesi sull’aeroporto. Ed ecco le motivazioni dell’incredibile voto, che sconfessa gli stessi tecnici della Regione (e allora che cazzo li paghiamo a fare?).
Le dice Rossi: “I tecnici hanno sottolineato che la documentazione a loro sottoposta non era approfondita – ha detto il presidente – ed hanno segnalato nodi da risolvere e situazioni da valutare. E’ giusto entrare nel dettaglio e valutare l’impatto del nuovo aeroporto, ma anche fare una attenta comparazione con la situazione attuale e valutare complessivamente il sistema dell’intera area. E’ per questo che tra i nostri punti fermi ci saranno la richiesta della creazione, presso il Ministero, di un Osservatorio ambientale sul cantiere dell’aeroporto e la firma con il Governo e tutti i comuni coinvolti di un Accordo di programma per la complessiva riorganizzazione della Piana, perché si possa dire che la Regione Toscana ha saputo guardare al quadro complessivo, al futuro, ed evitare cementificazione e abbrutimento”.
Queste sono le parole di uno che, per disgrazia nostra e di tutti voi, fa di mestiere (male) il politico. L’unico abbrutimento che registriamo qui è quello del pensiero razionale e del linguaggio. Traduciamo dal politichese per chi non avesse capito: le falle del Master Plan dell’aeroporto non contano,
1) perché sarà istituito un osservatorio ambientale
2) perché la costruzione di un nuovo aeroporto va vista nel quadro complessivo di un riordino dell’intera Piana. Ora, se uno che si picca di fare l’amministratore, in un paese civile, avesse fatto affermazioni civili, l’avrebbe sottoposto a un TSO (qui, invece, gli fanno fare il presidente di regione). E si capisce perché: in primo luogo l’osservatorio non c’entra nulla, chè qui non siamo a Arcetri, né ci risulta che sia tra le prescrizioni richieste per la VIA. E’ una richiesta del cazzo, fatta tanto per buttare fumo negli occhi, come le cento altre che questa marmaglia di sedicenti amministratori ha fatto: il tavolo tecnico, la commissione bilaterale, il cazzo che se li frega. In secondo luogo, e più importante: qui stiamo parlando di una procedura di VIA, nella quale si valuta un progetto (QUEL progetto, quello contenuto nel Master Plan) e si decide se è fattibile, sostenibile e compatibile oppure no. Che cazzo ci combina il riordino della Piana? E allora, se fanno la linea 4 della tranvia (se le fanno come la linea 2 e la 3, tra cinquant’anni) e la bretella tra Signa e Prato, il progetto valutato perde tutte le sue magagne? Se lo spostamento del Fosso Reale, come progettato (o meglio, come non progettato, perché il progetto non c’è, esiste solo un disegnino sulla carta) nel Master Plan, non è possibile realizzarlo, se fanno le piste ciclabili diventa fattibile? Qui lo strame della logica e del buon senso è assoluto.
E’ come, per capirci, se un architetto vi dicesse: “sì, le fondamenta della vostra casa fanno schifo, però c’è questo bel giardino, e il perimetro è tutto circondato da una siepe”. Scusate, ma voi la comprereste una casa così? Oppure se un medico vi dicesse: “sì, c’è qualche problema al fegato segnalato dai tecnici di radiologia (un tumorino, robetta) ma bisogna guardare il quadro complessivo; le ghiandole salivari vanno bene, e anche gli alluci, e tanta altra roba, per cui il quadro complessivo è buono. Ci andreste da un medico così? E allora perché eleggete della gente simile? E soprattutto, perché quando dicono cazzate così, nessuno gliene chiede conto?
Facciamo un po’ di chiarezza. Quello di cui si discute al Ministero è un Master Plan, ossia un progetto. Di quello che ce n’è, almeno, perché tra comitati, tecnici e Università siamo tutti d’accordo; non c’è un progetto chiaro, e quello che c’è fa cacare. Su questo il Ministero darà una risposta, e non sulle minchiate di Rossi sul riordino complessivo. Quindi le minchiate di Rossi non valgono nulla, se non come spregio al buon senso e alla decenza minima. Sotto quest’aspetto non vale nemmeno la pena di commentarle, se non per il fatto che, se veramente questa classe politica, questi consiglieri che hanno votato ‘sto popò di roba senza nemmeno arrossire, crede veramente a queste bestialità che poi dice (una consigliera di cui tacciamo il nome, per carità di patria, ha osato persino parlare di saldo ambientale positivo. Qui l’unica cosa che c’è di positivo è il saldo in banca di questi signori, che incamerano lauti stipendi per roba così), allora siamo autorizzati non solo a pensare che essi mentono ai cittadini (cosa che veramente credevamo noi da un pezzo) ma mentono persino a se stessi. Il che sarebbe veramente il punto di basso della crisi di questo paese. Quello che spaventa non è solo la faccenda dell’aeroporto; è la spia di ciò che indica, la pochezza e la spregiudicatezza di chi governa, che non dà più nemmeno il barlume dell’esistenza di una coscienza.
Parlando di gente che mente, per una qualche strana associazione, ci è venuto in mente il Fossi. Il quale, con grandi proclami, annuncia il ricorso al TAR contro l’inceneritore, perché, come ha dichiarato in un’intervista a Controradio, non sono state fatte le opere di mitigazione, quindi i patti non sono stati rispettati. Ti cascano le braccia. Non bastava Rossi; eccone un altro. Per forza è l’inverno del nostro scontento. Ma perché, se avevano fatto le opere di mitigazione, allora l’inceneritore andava bene? E il fatto, peraltro già scritto con nettezza nella vecchia VIS, che per gli inquinanti peggiori, come diossine e furani, non c’è mitigazione che tenga? Anche il raddoppio dell’Osmannoro l’avevano promesso all’allora sindaco Fiorella Alunni; allora perché non fare ricorso al Tar anche per quello? E, tanto per dire, che fine ha fatto la richiesta di nuova VIS sull’inceneritore con cui tanto Fossi, Colzi e compagnia si arrotavano la bocca a culo di gallina? E comunque, ammesso e non concesso che questo ricorso al TAR ci sia davvero, perché per ora c’è solo l’annuncio e questa genia di amministratori ci ha abituato a cose anche peggiori (vero signor Biffoni?), c’è un motivo molto semplice per cui le opere di mitigazione (ossia boschi e parco della Piana) non sono stati e non verranno fatti: perché danno noia all’aeroporto. E allora perché non avete fatto il ricorso al TAR sull’aeroporto, come abbiamo fatto noi pagandola di tasca nostra (mentre il signor sindaco si comprava l’Ipad ganzo facendolo pagare a noi e andava in giro a presentare il libro sui CampLab pagato da noi e su cui c’è ora un procedimento della Corte dei Conti per danno erariale)? Ma veramente credete di rifarvi una verginità con queste mosse dell’ultimo minuto e soprattutto credete che noi ve la faremo passare liscia?
Stabiliamo un punto, signori: su tutta questa storia, gli unici coerenti, gli unici che non hanno mai cambiato opinione, che hanno pagato i loro prezzi e sono sempre andati avanti, sono stati i disprezzatissimi comitati, quelli del NO; quelli che fanno i finti ricorsi al TAR; quelli che hanno fatto gli assessori e poi si sono dati al movimentismo dopo la loro (solenne) trombatura; quelli che ricercano ritorni da fieri oppositori dopo avere fatto i sindaci e averne combinate di tutte, tipo il trucchetto “dell’incenelitole al plasmon” marca giapponese, non possono dire altrettanto. Questi siamo noi e questi siete voi; ma, per citare il vecchio personaggio di Norman Spinrad, Jack Barron, costui riteneva dei politici del suo tempo che fossero caduti tanto in basso che per toccare le palle di uno scarafaggio sarebbe toccato loro di salire in cima a una montagna.
Ecco, a parere nostro Jack Barron era un ottimista.

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Questa voce è stata pubblicata il 6 dicembre 2015 da in Editoriale, Introduzione con tag , , , , , .

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