Mente Locale della Piana

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UNA PICCOLA STORIA IGNOBILE


Mentre scriviamo queste righe, Ignazio Marino si è dimesso da sindaco di Roma.
E’ stato in realtà dimesso dal suo partito, che secondo noi erano mesi che aspettava il momento di cacciarlo, e dalla minaccia che, se non si dimetteva, gli sarebbe stata votata la sfiducia.
Al di là della vicenda Marino, la mente non può tornare a quello che è accaduto da poco a Sesto Fiorentino, dove la caduta dal seggiolone della sindaca Biagiotti provocò levate di scudi inferocite e sanguinarie.
Un sindaco eletto non può essere cacciato, ci spiegò una canea di sedicenti politici e amministratori di partito di umore atrabile, solo se si iscrive alla mafia o ammazza qualcuno. Chi lo fa cadere deve essere additato al pubblico disprezzo e cacciato dal partito come un cane.
E non erano mica parole: li cacciarono davvero dal partito come cani, il 16 settembre u.s., gli otto consiglieri del PD che avevano osato votare la sfiducia alla sindaca. Finalmente. “Fuori dai coglioni. E’ così che si fa. L’ordine regna a Sesto Fiorentino”. E’ così che scrivemmo allora.
E ora, come la mettiamo con Marino? Se la vostra teoria è giusta e il sindaco si caccia solo se è iscritto alla mafia o ha ammazzato qualcuno, altrimenti si crea una delle giornate più tragiche nella storia di una città (come disse, senza senso del ridicolo, la ex-sindaca il cui deretano era ormai stroncato dalla nostalgia per il perduto contatto con il seggiolone) cosa siete disposti a fare? Siete disposti a denunciare ai probiviri gli assessori del vostro partito che con le loro dimissioni hanno provocato le dimissioni del sindaco? Siete disposti a cacciarli come cani dal partito? Siete pronti a invocare la punizione divina, piaghe bibliche dalla una alla otto incluse, sulle teste dei consiglieri comunali che hanno minacciato di votare la sfiducia al sindaco Marino? Per gli otto di Sesto l’avete pur fatto. Siete insomma coerenti con voi stessi, o intendete piuttosto dimostrarci che le vostre intemerate di allora erano pappa fritta, o piuttosto pippa; che la vostra stazza morale è pari a quella di un cetriolo; e che in realtà eravate solo incazzati perché gli otto reprobi si erano opposti (come era loro dovere di rappresentanti della cittadinanza) alla tipa che avevano ritenuta mandata a tutelare gli interessi di Carrai e di Naldi anziché quelli della città e che per questo gliel’avete fatta pagare. Mentre a Roma non pagheranno nulla, anzi saranno tutti ricandidati. Marino escluso, ovvio. La Biagiotti invece chissà.
Allora, ce lo spiegate perché a Sesto sì e a Roma no, senza fare distinzioni capziose tipo “ma Marino aveva mentito” (perché, la Biagiotti su inceneritore e aeroporto che cosa aveva fatto?) oppure “ma ha speso i soldi dei cittadini per sé”? E allora perché non avete cacciato tutti i sindaci del PD che lo hanno fatto, a cominciare da Renzi che infatti ha diversi guai con la Corte dei Conti? O è una massima che vale solo a Sesto?
Insomma ce la date, se ne siete capaci (cosa di cui profondamente dubitiamo, vista l’abitudinarietà con la quale ci pare che mentiate a voi stessi), una semplice, sincera, schifosa ragione umana per la quale queste due vicende devono essere vagliate con due pesi e due misure diverse, come temiamo che succederà? O vi nasconderete ancora una volta dietro la cortina fumogena di un linguaggio politico vuoto e insensato per velare il fatto che questa è, semplicemente, una piccola storia ignobile di una politica schifosa e di un partito persi ormai lontano dai cittadini, nel buio degli anni luce.
Restiamo in attesa.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 ottobre 2015 da in Editoriale con tag , , , , , , , , , , , , .

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