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BUONE NOTIZIE DA ATENE

We_Can_Do_It!

“I greci non hanno padrone”. Così, nei Persiani di Eschilo, Serse apprende che il piccolo popolo greco non si piegherà di fronte alle sue pretese da satrapo prepotente; e presagisce già la sconfitta che quel piccolo popolo, piccolo ma fiero, è destinato a infiggergli. Da oggi questa cosa la sanno anche i piccoli ometti della burocrazia europea e gli gnomi del Fondo Monetario Internazionale.

Ci riferiamo al referendum sui negoziati con la Troika e con l’accordo-capestro che un’Europa vergognosa e un FMI rapace e predatorio volevano imporre a ogni costo a quel piccolo popolo. Per imporre la propria volontà, questa bella gente si è prestata a ogni meschinità, ad esempio convincere che quel referendum era una scelta sull’appartenenza all’area Euro e alla Comunità Europea. Votare no voleva dire mettersi automaticamente no. Ne era convinto anche un certo giovanotto di Rignano, celebre per le sue sparate. Si trattava di intimidazioni vere e proprie, basate sul nulla; non esiste alcuna norma che consenta ai bellimbusti della commissione europea di cacciare un paese membro o di toglierli la moneta unica. La Grecia, se vuole, può uscire; ma non può essere buttata fuori. Chi abbia dato appena un’occhiata ai trattati lo sa. A che cosa è servita questa campagna di terrore mediatico? Ma la democrazia è un’altra cosa, e la partecipazione popolare vince su tutti i terrori. Alla commissione europea non lo sapevano. Non hanno letto Eschilo.

Ma quello che è successo ad Atene va oltre il fatto in sé, e riguarda anche noi. Oggi sappiamo che le politiche infami della Merkel, di Dijssenbloem e degli altri aspiranti architetti della Festung Europa non sono un destino; che si può anche rimandarle al mittente. Taglio delle pensioni, precarizzazione del lavoro, taglio del Welfare, non sono ineluttabili; basta mantenere l’unità popolare e dire un bel NO. Lo stesso vale qui nella piccola Campi: inceneritore, aeroporto, non sono un destino. Chi dice che tutto è già deciso, o è un cretino o è in malafede. Anche ad Atene hanno tentato di fargli bere questa cosa, ma con scarsissimo successo.

Nulla è deciso, tutto è ancora possibile, se la democrazia funziona. Sarà per questo che non ci hanno fatto eleggere gli ultimi tre governi in carica e che ogni qual volta reclamiamo trasparenza ci vengono opposti i tavoli istituzionali? Ma la luce che viene da Atene rischiara anche la miseria di questo atteggiamento. Chi non ha preso atto della lezione greca, farà meglio a dare una bella ripassata a Eschilo.

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Questa voce è stata pubblicata il 6 luglio 2015 da in Editoriale con tag , , , , , , , , , , , , , , .

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