Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

IL TAVOLO (E L’APPRETTO CON IL MANICO)

Il tavolo volevano, e il tavolo hanno avuto. I sindaci di Prato, Signa, Campi, Calenzano, Sesto Fiorentino avevano giustamente schifo, nella dannata faccenda del nuovo aeroporto di Peretola, di avere sempre a che fare con i repellenti comitati, che puzzano anche un po’. Che volevano questi straccioni che si sono montati la testa? Peccato che ci sia questa mania del voto popolare, ma prima o poi sistemeremo anche quella.
Il tavolo, Biffoni l’aveva promesso anche ai comitati, cioè ai cittadini, che oltretutto, soprattutto nel caso dei comitati pratesi, erano anche iscritti al suo stesso partito. Ma appena è arrivata la telefonata giusta, ecco mollare tutte le promesse fatte ai cittadini (e agli iscritti del suo stesso partito) e il tavolo diventa quello della Regione, dove si discute tra un vermuttino e una pastarella con gente del proprio calibro.
Ma ragioniamoci un po’ sopra. Che cosa significa il tavolo regionale? Il tavolo regionale tutti costoro l’avevano già avuto a luglio 2014, quando erano passati in fila indiana da Rossi per il solito vermuttino e la solita pastarella. Anche allora avevano detto le stesse cose che ripetono oggi: “Noi chiediamo garanzie per la salute e il benessere dei nostri cittadini”. Ed ecco il risultato dell’epico tavolo secondo il Corriere fiorentino dell’11 luglio scorso: la pista si farà, ma noi vigileremo. Rossie intanto ha sottolineato l’importanza delle opere di compensazione. Fine dell’incontro. Perché stavolta dovrebbe finire diversamente, visto che già una volta i medesimi protagonisti, a forza di vinsantini e pastarella, avevano ampiamente abbassato la coda di fronte al volere di Rossi?
Ma, si potrebbe dire, il tavolo precedente riguardava la pista di 2000 metri, mentre ora si parla di una pista di 2400 metri; quindi è giusto convocare un nuovo tavolo. Amici, se la pensate così, non avete capito nulla di questa vicenda. La pista di 2400 AdF se la fa sostenere da ENAC (che infatti il ricorso al TAR avverso la variante al PIT lo fa eccome, mica chiede tavoli del cazzo). E se ENAC ha ragione e sulla pista decide lei, Rossi non è in grado di garantire nulla da qui a domattina. Peraltro Rossi, fosse stato in buona fede, non avrebbe fatto di tutto, al prezzo di una probabile condanna per danno erariale, per mettere gli aeroporti toscani in mano alla persona che aveva già annunciato che avrebbe richiesto in ENAC il permesso per una pista di 2400 metri.
Questo per dire due cose:
1) che belle personcine ci saranno intorno a quel tavolo;
2) per quello che sono buoni a ottenere questi sindaci, ci si può aspettare che al massimo il tavolo glielo facciano pulire con il Pronto, l’appretto con il manico.
Si potrebbe però contro-obiettare: riaprire il tavolo istituzionale è una vittoria della politica. Diciamo, per amore di discussione, che è vero, ma di quale politica? Quello in cui tutto si riduce ad accordi sottoscritti in stanze chiuse con i propri pari; mica quella in cui il sindaco, che rappresenta la comunità, si metta alla testa dell’intera comunità. E che è il sindaco, Masaniello? E poi a fare il parlamentare a Roma come ci torna? E allora chiariamo subito un punto: presentare il ricorso al TAR era già una decisione politica. Era il segno di una volontà decisa a battersi con tutti i propri mezzi contro un’altra volontà politica che vuole attuare cose che consideriamo sciagurate. Ma questa volontà è mancata. Questi sindaci hanno dimostrato questo. Dire come fa in modo miserabile Biffoni che in questo modo si sarà presenti ai tavoli che contano, è dire che conta la volontà di ENAC; di AdF; del Padrone (non eletto) di Rignano. E’ con questi che ci si deve accordare. L’idea costituzionale che la sovranità appartenga al popolo e che quel tavolo lì sia l’unico che conta davvero per uno che voglia essere un politico, ma un politico sul serio, non li sfiora nemmeno. Non c’è che dire, è proprio un bel trionfo della politica.
Ma lasciamo questi patetici amministratori ai loro presunti trionfi, mentre fanno loro lucidare il tavolo con il Pronto. I cittadini faranno da sé e difenderanno da soli i propri territori e il futuro dei propri figli, anche perché se aspettassero la difesa di Biffoni & C. e le garanzie di Rossi, starebbero freschi. Nel frattempo è meglio tenere d’occhio l’appretto con il manico e la direzione in cui è puntato; perché vista la pasta di questi sindaci e la consistenza intellettuale e morale che hanno, è facile prevedere dove vogliano collocare il manico, e che uso improprio hanno intenzione di farne. Però, chissà. Anche a Carrara volevano un tavolo con la Regione; e i cittadini, incazzati, hanno occupato il comune cacciando il sindaco e rompendogli il tavolo sul groppone.
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Questa voce è stata pubblicata il 18 novembre 2014 da in Editoriale con tag , , , , , , , .

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