Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

C’E’ CHI DICE NO (E CHI DICE SI’ E ANCHE CHI DICE NE’ SI’ NE’ NO)

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Quelli lì imbavagliati siamo noi. Se avete visto le foto sui giornali, o su Internet, quelli lì imbavagliati durante il consiglio comunale di Prato del 10 novembre siamo noi. Magari, con il senno di poi, avremmo fatto meglio a imbavagliare Biffoni (anche a garanzia sua). Come ci siamo finiti imbavagliati a Prato? C’è una storia dietro, che merita raccontare, perché vi riguarda.
Per qualche strano motivo, i comitati che si oppongono alla scellerata e illegale costruzione di un nuovo aeroporto nella Piana. hanno sempre dato credito ai sindaci della Piana. Sono intercorsi un sacco di contatti con questa banda, nessuno escluso, per convincerli a opporsi a questo crimine con tutti i mezzi a loro disposizione, nessuno escluso. Peraltro, in campagna elettorale si erano più volte detti pronti a questo passo, e su questo avevano chiesto il voto ai cittadini. Quindi in teoria non doveva essere difficile. I comitati, i tremendi comitati che sanno solo dire no e opporsi a ogni iniziativa che viene dalle istituzioni, in realtà hanno un rispetto persino eccessivo delle istituzioni, molto più di quelli che le occupano che non di rado se ne servono per fare le peggiori porcate. Tutti i comitati tranne il nostro, che aveva già vissuto gli anni dell’inceneritore, dell’acqua pubblica e della variante al PIT, e che aveva capito dove si andava a parare –non perché siamo più intelligenti; è solo che ci siamo già passati.
I contatti più intensi sono stati quelli con il sindaco di Prato (Prato e Campi sono i due comuni che più in assoluto ci perdono con questo crimine). E Biffoni ha gradito e ha messo per scritto due cose: un consiglio comunale aperto all’inizio di settembre con i comitati; un tavolo con gli altri sindaci della piana e i comitati per arrivare a un fronte comune di opposizione a detto crimine. E noi gli impegni scritti di Biffoni ce li abbiamo.
Voi capite bene che opporsi a questo crimine, vista l’assoluta volontà del Padrone di Rignano e dei suoi sodali di realizzare questa cosa, richiedeva o un’opposizione politica (facendo cadere il governo) o un’opposizione giudiziaria che surrogasse quella politica. Ma poiché i sindaci non sono parlamentari (anche se Biffoni lo è stato, e quindi i contatti ce li ha) e non hanno il potere di far cadere il governo, né alcun comitato ha mai pensato di chiedere loro questo, l’unica opzione possibile era la seconda: un ricorso al TAR. Il ricorso al TAR era perfettamente motivato, perché, ripetiamo, quest’operazione è criminale; è stata votata e approvata sulla base di una VAS (Valutazione Ambientale Strategica) che fa ridere i polli, censurata anche dalla regione stessa che poi l’ha approvata, e contiene errori, falsità, approssimazioni. Ma poiché si parla della vita e della salute delle persone, beni costituzionalmente protetti che sono costituzionalmente più importanti degli interessi aeroportuali di Eurnekian, Carrai, Naldi ecc. ecc., il ricorso era bello che fatto. E sulla criminalità dell’operazione giudicheranno le procure, visto che sono fioccati esposti come se nevicasse. Questo era il quadro, e i cittadini si sono organizzati preparando loro un ricorso, di tasca propria, pagando tecnici e professionisti e avvocati che smascherassero le magagne della variante al PIT. L’avevamo promesso ai cittadini (soprattutto quelli che hanno finanziato questo ricorso) e l’abbiamo fatto. I sindaci avrebbero fatto la loro parte?
E qui sono cominciate le manfrine più vergognose. Il sindaco di Calenzano, Biagioli, che giudicava troppo facile la strada del ricorso (se era così facile, perché non l’ha firmato?). Che cosa proponeva come alternativa, incatenarsi davanti alle ruspe? Il sindaco di Campi, Fossi, che non dice né sì né no. Ecco, questo ci sembra proprio un bell’esempio; che cazzo lo paghiamo a fare, per non fare una cosa né un’altra? E allora che ci sta a fare? Lo capite anche voi che si tratta di alibi miserabili per non fare la cosa che si sa essere giusta, ma che non si può fare, perché è troppo dura.
Ma l’alibi peggiore l’abbiamo sentito da Biffoni stesso, quando ha convocato il famoso consiglio comunale aperto a cui non ha invitato più i comitati (e alle nostre proteste il presidente del consiglio comunale ha avuto l’efferatezza di dirci in faccia coram populo che parlava chi doveva parlare. E chi doveva parlare al consiglio comunale? Assoindustria, Camera di Commercio e le associazioni favorevoli all’aeroporto. Noi dunque non dovevamo parlare, ci avevano tolto questo diritto nonostante le promesse fatte, e di qui l’imbavagliamento). Costui ha detto che il ricorso al TAR era una sconfitta della politica, la quale invece è chiamata a fare sintesi; così Prato sarebbe stata danneggiata perché sarebbe stata fuori dai tavoli che contano. Che, se ci pensate bene, sono contraddizioni in termini; da quando appellarsi a un giudice contro una decisione che ti crea danno è esso stesso un danno? A furia di rottamare, questi hanno rottamato anche la logica. Da quando tra chi danneggia e chi viene danneggiato si deve fare sintesi? Sintesi di che? E quanto ai tavoli, ora Biffoni sarà beato, visto che Carrai gli ha promesso uno strapuntino con cui parleranno insieme, ma avvertendo che l’aeroporto si fa e basta. E allora a che serve il tavolo, a farsi un vinsantino con i cantuccini? Senza contare che il tavolo Biffoni l’aveva promesso anche a noi, ma sedersi ai tavoli con i cittadini evidentemente fa un po’ schifo, e se non fosse per questa spiacevole seccatura del voto popolare si potrebbe anche evitare definitivamente; meglio sedersi ai tavoli con i nostri pari, con i rappresentanti degli interessi di Naldi e Eurnekian. Lì sì che ci trova d’accordo. E questa sarebbe la vittoria della politica?
Ciò detto, ci resta soltanto da aggiungere tre cose:
1) avevamo promesso ai nostri lettori di combattere questa battaglia fino in fondo. Noi manteniamo le promesse. Abbiamo già presentato il ricorso al TAR, pagato di tasca nostra e affrontando le spese future di tasca nostra (assieme a quelli di voi, pochi, che ci hanno aiutato). Il sindaco di Prato, con tutte le sue belle promesse, preferisce buttare giù i vinsantini. Questi sono gli uomini e questi sono i comportamenti. Giudicate voi le differenze.
2) Se non altro, si è fatta una chiarezza e l’ingenuità dei comitati che fidavano nella correttezza istituzionale si è dissolta. Ora gli schieramenti sono chiari. C’è chi dice no e chi dice sì. Ci sono anche quelli che non dicono né sì né no, ma questi comportamenti puerili, indegni di uomini adulti, sono al di sotto anche del nostro sdegno. Non è un bel risultato per le istituzioni repubblicane, ma almeno si è fatta chiarezza e le bugie, gli alibi un tanto al chilo, i sotterfugi verbali emanati come una cortina fumogena per coprire la verità dei comportamenti si sono diradati come nebbia al sole della verità. Ora voi sapete chi vuole distruggere il vostro territorio, deprezzare le vostre case, togliervi la salute e guadagnarci sopra, e chi si fa complice di ciò.
3) Che cosa dunque avete bisogno che vi faccia ancora questa gente, per aprire gli occhi? Che cosa devono fare, aprire dei campi di concentramento (ora speriamo di non avergli dato un’idea)? Che aspettate a mandarli a lavorare o meglio a fare un po’ di precariato, così se ne accorgono di quello che voleva dire l’articolo 18? O vi va bene quello che fanno? Guardate che con il silenzio e l’acquiescenza ve ne rendete complici e che quando denunciamo la miseria politica, intellettuale e morale di questa classe, denunciamo la nostra, a meno che un sussulto di dignità ci faccia ricordare che una volta eravamo uomini liberi e non servi abbrutiti a cui tutto si può impunemente fare. La distruzione di un territorio che con un po’ di pioggia frana e si disfa è la spia del disfacimento della coscienza civica distrutta di un paese, anch’essa franata. La prima è la conseguenza della seconda.

A meno che. A meno che nel corpo vivo della cittadinanza vi siano ancora energie morali e intellettuali che alla classe politica mancano, e di cui abbiamo bisogno se dobbiamo uscire da questa dannata notte che avvolge questa nazione. Energie che spingono a imbavagliarsi, se occorre; fare i buffoni in consiglio comunale costa, ma rende se la controparte si rende ancora più buffona e rivela la sua vera natura. E così si chiariscono le cose, dove stiamo noi, e dove stanno loro.

E voi, dove state?

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Questa voce è stata pubblicata il 17 novembre 2014 da in Editoriale con tag , , , , , , , , , , .

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