Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

CHIACCHIERE AL BAR (DELL’AEROPORTO)

L’attuale amministrazione di Campi non fa chiacchiere da bar. Fa atti sonanti, anzi altisonanti, in maniera chiara. Sono atti pubblici. E l’amministrazione di Campi è contro l’aeroporto. Chi dice il contrario dice bufale. La posizione dell’amministrazione è ferma. Il livello d’attenzione alto. Che cosa sono questi pernacchi? Saranno i soliti comitati, che confondono tutti. Costoro hanno da fare i comitati, mentre l’amministrazione fa l’amministrazione. E’ tutto.

Chi parla così, su Metropoli del 3 ottobre u.s., non è Bobo lo scemo del villaggio, ma l’assessore Salvi (anche se sotto chiara dettatura del sindaco Fossi), il quale rivendica la ferma posizione della giunta sulla questione dell’aeroporto (i pernacchi, invece, sono tutti nostri). Per essere ferma, è ferma. Difatti… chi si muove su ‘sta faccenda… manco con il pungolo da elefanti. Ma l’amministrazione è l’amministrazione; mica fa chiacchiere da bar. Su questo siamo d’accordo con il garrulo assessore. Mica fa chiacchiere da bar; ma non perché disprezzi le chiacchiere da bar, anzi al sindaco Fossi piacciono moltissimo, ed è lì che incontra i cittadini, nel più puro ambiente di cazzeggio (d’altra parte, lo stile è l’uomo). No, è perché magari l’amministrazione facesse almeno chiacchiere da bar sulla questione dell’aeroporto; sarebbe già qualcosa. No, nemmeno quest’obiettivo minimo è stato raggiunto; l’asticella delle chiacchiera da bar è ancora troppo alta. Ma, si difende il facondo assessore, per noi parlano gli atti. E allora vediamoli, questi atti.

Atto I: caro PIT, io osservo che…

Primo atto della commedia; la giunta, rivela il loquace assessore, ha presentato le sue osservazioni al piano paesaggistico, che sta drento alla variante al PIT votata dalla Regione (come ci stanno drento l’inceneritore e l’aeroporto). A quest’atto, enti pubblici, enti locali, associazioni e cittadini, se rilevano castronerie, possono opporre le proprie osservazioni. Qui giova osservare che nel 2010 (giunta Chini, all’epoca della prima approvazione del PIT) il comune di Campi aveva già presentato le proprie osservazioni, e la Regione gliele aveva rigettate (p. 41 del Rapporto Ambientale allegato al PIT). Poi però, nel 2014, la Regione modifica ancora il PIT, e ci aggiunge il piano paesaggistico. Potrebbe essere una buona strada per riproporre la propria opposizione alle scelte della Regione, vista che la Giunta, come proclama il ciarliero assessore, è contraria all’aeroporto drento il PIT. E in effetti un OdG presentato il 20 maggio 2014 dal gruppo consiliare Movimento 5 Stelle invita proprio il consiglio comunale a fare questo: l’OdG impegna “il sindaco e la giunta a presentare, entro il termine di legge, osservazioni alla variante al PIT con l’aggiunta del Piano Paesaggistico, che esprimano tutta la contrarietà dell’amministrazione comunale alla variante al PIT contenenti la realizzazione di infrastrutture che vanno a intaccare pesantemente il territorio di Campi in modo definitivo e irreversibile”.
Come credete che abbia votato il PD, sindaco incluso, al consiglio comunale del 20 maggio? L’OdG è bocciato perché, si obietta, non si può fare osservazioni all’intero PIT, ma solo al piano paesaggistico. Quindi maggioranza consiliare, sindaco e giunta rinunciano al documento che invita a esprimere tutta la contrarietà ecc. ecc. (ve l’avevamo detto che questa posizione è ferma? Più che ferma, immobile e immota- nel senso della mota).
A questo punto però la giunta, che non ama le chiacchiere da bar, prepara i suoi poderosi atti, le sue temibili osservazioni. Come sono queste osservazioni.? Ce le descrive su Metropoli l’espressivo assessore: “Su questo punto sia l’Anci che il nostro comune hanno presentato una serie di osservazioni. La prima riguarda il vincolo paesaggistico delle autostrade. Un vincolo che obbliga chiunque abiti a meno di 300 metri da un’autostrada a chiedere un’autorizzazione alla sovrintendenza prima di eseguire qualsiasi lavoro in casa….” La seconda osservazione “riguarda il fatto che alcune zone vengono tutelate più di altre, nonostante quest’ultime siano di maggior valore”. L’ultimo punto è più nebuloso: “Il piano paesaggistico prevede una serie di criticità mentre appena 20 giorni prima, il 24 luglio, è stata approvata la variante al PIT per la realizzazione dell’aeroporto, due atti del tutto incompatibili”. E che vor dì? Non vuol dire nulla, perché la vera incompatibilità non è tra piano paesaggistico e aeroporto, è tra aeroporto e salute dei cittadini. Quindi le poderose osservazioni (la prima poi è su un tema caro alla maggioranza dei cittadini di Campi, che non vedono l’ora di andare ad abitare entro 300 metri dall’autostrada e poter fare i lavori che cazzo pare loro, senza chiedere permessi a chicchessia) non arrivano nemmeno alle chiacchiere da bar. Ecco invece un esempio di osservazioni molto più sensate sulle questione aeroportuale, queste firmate da Italia Nostra: “Non è istituzionalmente possibile che un Piano Integrato del Territorio, ancor prima della sua definitiva approvazione, sia già smentito nelle sue più importanti enunciazioni da una integrazione al PIT medesimo. Il Piano, che dovrebbe essere il punto normativo di riferimento per la gestione del territorio di tutta la Toscana, perde la sua valenza dal momento in cui lo stesso ente che lo promuove, la Regione Toscana, approva varianti allo stesso che non tengono conto delle invarianti che enuncia.
L’esempio di ciò è la previsione, per poter realizzare la nuova pista, dello spostamento del Fosso Reale, che risulta tutta da verificare nella sua validità da studi che ad oggi non esistono, senza considerare gli enormi investimenti necessari alla realizzazione dell’opera e arrivando ad uno sconvolgimento di tutto il reticolo idrogeologico dell’area dove invece nel PIT si parla di “salvaguardare il reticolo…”.Inoltre la realizzazione di questa infrastruttura porterebbe grave danno se non la scomparsa di importanti oasi faunistiche (pag.36-3.2) per la realizzazione delle quali vi sono stati investimenti da parte di Amministrazioni Pubbliche e dell’UE, causando ciò un evidente danno erariale. In sostanza riteniamo che l’approvazione del PIT così com’ è attualmente strutturato risulti assolutamente incompatibile in relazione alla variante sull’ampliamento aeroportuale di Peretola DCR n°74/13 già approvata il 16-07-2014, e quindi facile soggetto a ricorsi di legittimità presso le autorità preposte”.
Qui potete giudicare gli atti: si passa dall’atto che il comune avrebbe potuto compiere, se ne avesse avuto l’intenzione, a quello che ha realmente presentato, a quello che hanno presentato le disprezzate associazioni. A noi sembra che ci sia una bella differenza, e a voi? E dove sta questa differenza? Italia Nostra, che ha capito che la variante al PIT distrugge l’equilibrio ambientale della piana, perché ne altera in maniera permanente e definitiva l’assetto idrogeologico, si ricorda anche di quella che è avvenuto nella battaglia sull’aeroporto; l’OPA di Eurnekian, la resa della Regione e il vergognoso asservimento di tutto il territorio della piana a interessi privati. Quindi ne conclude Italia Nostra, il PIT è viziato all’origine e scatenerà opposizione e forte contenzioso. Che non è nemmeno una profezia, perché il contenzioso è già in atto, e sulla questione dell’aeroporto fioccano ricorsi come se non ci fosse un domani. Questa cosa Italia Nostra la sa, e la sa anche il comune di Campi, però fa finta di non saperla; a dire del prolisso assessore, c’è l’incompatibilità tra piano paesaggistico e variante al PIT prima maniera. Veramente l’incompatibilità sarebbe interna alla variante al PIT; mettere un inceneritore e un aeroporto drento un parco è una cosa che fa a cazzotti con se stessa, come aveva già rilevato il NURV regionale nella delibera 2/2014. Già qui è lecito concludere che le osservazioni del comune di Campi fanno ridere, e peraltro la Regione le rigetterà, come già ha rigettato le prime. Questa per la serietà degli atti; ma in fondo, siamo solo al primo.

Atto II: tavolo, bel tavolo…

Il 7 luglio 2014, l’amministrazione Fossi decide un nuovo, drammatico, atto: il sindaco Fossi affida ai soliti giornalisti amici una notizia sensazionale: “In vista dell’approvazione definitiva della variante al PIT, calendarizzata per il prossimo 15 luglio – dice il sindaco Fossi – ho deciso di chiedere ai colleghi sindaci di presentare un lettera al Presidente della Regione Toscana per chiedere un incontro prima della votazione”.
Il voto della Giunta regionale dovrebbe prevedere la realizzazione della nuova pista per l’aeroporto di Peretola.
“La necessità dell’incontro – continua Fossi – mi sembra tanto più doverosa in considerazione del fatto che, dopo le recenti tornate elettorali amministrative, parte delle Amministrazioni del territorio si sono rinnovate. Ogni giorno, da diverso tempo noi amministratori siamo impegnati a discutere con le nostre comunità questo importante passaggio; le nostre posizioni sono ben note. L’incontro quindi servirebbe a far recepire alla Regione le nostre preoccupazioni e aspettative perché sono fermamente convinto del fatto che anche Rossi condivida la necessità di tenere al centro di questa importante decisione lo sviluppo del benessere delle popolazioni del nostro territorio”. Sante parole! Ragazzi, queste sono mica chiacchiere da bar. Sono le parole del capo della comunità preoccupato per la sua comunità e che si espone, ci mette la faccia. Questo PRIMA del famoso tavolo. Poi c’è stato il tavolo, dove Fossi e i suoi sodali si sono seduti con Rossi (quello che ha svenduto gli aeroporti toscani a Eurnekian, tanto per dire), hanno preso il vermuttino, giocato a scopone, fatto delle belle chiacchiere… mica da bar. Chiacchiere istituzionali, cribbio. Ed ecco il DOPO, nelle parole del Corriere Fiorentino: “Peretola, la tregua della Piana. La pista si farà, noi vigileremo”. Da cui si deduce che Rossi non ha recepito un beneamato ciufolo. Ed ecco le ferme parole di Fossi, raccolte dalla medesima fonte e debitamente virgolettate: “Siamo uomini delle istituzioni; non mi metterò di traverso. Chi pensa che con la fascia tricolore andrò a urlare: ‘Dovrete passare sul mio cadavere, si sbaglia di grosso’”. In effetti, nessuno lo credeva, tanto più che Rossi mica passa sul cadavere di Fossi… casomai passa sul nostro. Al che uno capisce di avercelo sottocoda, e che la rodomontata del PRIMA è già diventata il coro a voci bianche (cioè emasculate) del DOPO. Tutta lì la contrarietà; appena alla presenza di Rossi, tutta l’opposizione si è smontata come la panna lasciata fuori frigorifero. Fossi ci avrà messo la faccia, ma di certo la comunità ci ha messo…il deretano. E qui non si può essere che d’accordo con la tesi del discorsivo Salvi, Queste non sono mica chiacchiere da bar. Non ce l’hanno la solennità e la dignità delle chiacchiere da bar. Per arrivare al livello di quelle chiacchiere, dovrebbero montare su una scala. Ma questa scala dovrebbe essere mooooolto lunga.

Atto conclusivo (con pernacchi): E adesso, io?

Ma l’amministrazione Fossi ha una carta segreta, un’arma fine-di-mondo. Il 20 maggio 2014, con delibera n. 72, la maggioranza del consiglio mentre bocciava il cennato OdG del M5S ne approvava un altro, che chiedeva una “nuova e più accurata VIS per la piana”, in quanto la vecchia VIS prendeva in esame il solo inceneritore di Case Passerini (e nemmeno nella dimensione raddoppiata che il PD locale, provinciale e regionale vorrebbe propinarci) e non ancora il nuovo aeroporto. Chi la deve realizzare la nuova VIS? “uno studio esterno alla provincia di Firenze, e possibilmente anche fuori dalla regione Toscana, per evitare conflitti di interesse “.
Già così è una corbelleria. Chi si ricorda la vecchia VIS, ricorderà che quest’ultima diceva che a Osmannoro 2000 l’inceneritore non ci poteva stare, perché il sito era già troppo inquinato, e quindi era meglio metterlo a Case Passerini, che è meno inquinato (così si inquina anche quello… proprio una bella logica). Quindi non c’è bisogno di chiedere una nuova VIS per sapere che in quel sito, se già non ci poteva stare l’inceneritore, a maggior ragione non ci potrà stare l’aeroporto. Ma fin qui è nulla, sono pinzillacchere. La comica finale sta nel fatto dell’affidamento del lavoro a uno studio esterno… fuori regione, perché questo evita i conflitti di interesse. AdF, la società proprietà dell’aeroporto di Peretola, se la deve essere letta questa cosa; e infatti ha chiamato (da che mondo è mondo la VIS la paga chi realizza l’infrastruttura e sceglie lui chi la fa) una società americana, la MITRE, specializzata nella costruzione di aeroporti, che infatti sta lavorando sulla VIS legando il ciuco dove vuole il padrone. Però è di fuori regione, eccome, quindi siamo tutti garantiti. Capito in che mano sta la sicurezza e la salute dei cittadini?
Di questa cosa si sono accorti i cittadini, che infatti stanno facendo circolare (e firmare) una petizione popolare “per l’effettuazione della valutazione di impatto ambientale (VIA) relativa al progetto del nuovo aeroporto di Firenze, sulla base di uno studio di impatto ambientale (sia) redatto da ente terzo multidisciplinare pubblico non locale, internazionalmente riconosciuto e di comprovata esperienza in studi analoghi”. In altri termini i cittadini chiedono: non una VIS (che tocca a AdF per forza e a chi AdF decide debba realizzarla) ma una VIA, che invece è una procedura ministeriale; e con ben altre garanzie rispetto a quelle chieste dall’amministrazione campigiana. In questo campo, a quanto pare, i cittadini ne capiscono più degli amministratori. Ma, ammonisce l’ampolloso Salvi, le istituzioni devono fare le istituzioni, e i comitati i comitati. Saremmo anche d’accordo, ma il guaio è che il comune di Campi si limita a fare blande osservazioni ai piani regionali e a votare atti scritti male e concepiti peggio, che poi rimangono lì a candire. E queste sono cose che possono fare i cittadini, anzi le fanno, perché le osservazioni presentate dalle associazioni di cittadini sono migliori e più efficaci di quelle dell’amministrazione; mentre le petizioni dei cittadini sono migliori e più garantiste dei vaghi ordini del giorno del consiglio comunale di Campi. Quindi il Comune di Campi non fa nulla di diverso da quello che fanno i comitati, con questa differenza; che i comitati non hanno paura di opporsi con forza a questo progetto mostruoso, e in questo modo si trovano, loro malgrado (o forse proprio grazie a quello, va un po’ a sapere) a rappresentare gli interessi generali delle comunità della piana, mentre l’amministrazione Fossi, con la sua felpata opposizione istituzionale che non si oppone a nulla, fa solo gli interessi privati di Eurnekian e dei sodali di Renzi.
“Ma “, si chiede il verboso Salvi tergendosi il sudore, “bisogna capire quali azioni si possono fare”. Non ti preoccupare, Salvino! E Mente Locale che ci sta a fare? Te lo diciamo noi che cosa dovreste fare per dimostrare a tutti, coram populo, che siete contro questo progetto, e che siete disposti, ma disposti davvero, con tutti i mezzi che la legge vi mette a disposizione, a lottare contro questa sciagura che rischia di essere un disastro ambientale, un disastro economico e un disastro sociale. Potete fare ricorso al TAR contro l’atto di approvazione della variante al PIT, come ha già fatto il comune di Pisa, il senatore Elio Lannutti e molti altri. Che la VAS che accompagnava il PIT fosse una solennissima corbelleria, lo sapete voi e lo sappiamo noi. C’era scritto anche nel nostro dossier aeroporto, che se volete vi mandiamo, dove troverete molte ragioni di ricorrere al TAR in difesa della comunità campigiana avverso tale scriteriata decisione. Che il PIT fosse una solenne corbelleria, perché teneva insieme due cose che sono contraddittorie tra loro come l’inceneritore e l’aeroporto, così che ogni verifica di coerenza del PIT, per quanto messa solennemente su carta, non è che una fola, lo sapete voi e lo sappiamo noi, e lo sa anche la Regione, visto che il NURV l’ha scritto esplicitamente. Però la Regione l’atto l’ha votato lo stesso. Voi, che cosa siete disposti a fare? Che la pista sia realmente monodirezionale, come sbandierato da Rossi, è una solennissima corbelleria, lo sapete voi e lo sappiamo noi; e lo sa anche la Regione, che a pagina 128 del Rapporto Ambientale allegato al PIT ha scritto: “Lo scenario che prevede un utilizzo della pista strettamente monodirezionale, con tutti i decolli nella direzione di Prato e tutti gli arrivi dalla stessa direzione e rappresenta quello che si può considerare, dal punto di vista dell’inquinamento acustico, lo scenario di sviluppo dell’aeroporto ad impatto minimo. Tale scenario può essere conseguito solo imponendo vincoli non ordinari alle modalità operative sull’aeroporto. Occorre quindi verificare se vi siano strumenti credibili per ottenerlo”. Dunque la Regione lo sa che per impedire il sorvolo sulla città di Firenze, proibitissimo da ogni normativa, occorrerebbe mettere la mordacchia alla gestione dell’aeroporto; ma quale potere di mordacchia può avere la Regione, che già non aveva la capacità di imporre vincoli all’attuale aeroporto di Peretola (che infatti è fuorilegge), se ha ceduto in ogni cosa a Eurnekian e ai suoi potenti alleati politici, consegnando a prezzi da mercato delle pulci gli aeroporti toscani?
Che la variante al PIT, con l’inceneritore e l’aeroporto drento, sia stata approvata dalla Regione in disprezzo a parecchie norme amministrative e legislative, e persino in spregio al semplice buon senso, lo sapete voi e lo sappiamo noi. E allora, che cosa siete disposti a fare? Siete disposti a valervi degli strumenti che la legge vi mette a disposizione per proteggere gli interessi dei cittadini che tanto male amministrate, o preferite baloccarvi con le osservazionucce, le richiestine di Vissina, e far finta di opporvi mentre vi abbandonate ai desiderata del padrone di Rignano?

Non si preoccupi assessore Salvi, non deve mica rispondere. Noi la risposta temiamo di saperla di già. Ci piacerebbe essere stupiti del contrario, ma non ci capita mai, chissà perché. Però non ce ne vorrà se noi, che rubiamo tempo alle nostre professioni e spendiamo soldi di tasca nostra per difendere una comunità che VOI invece sareste pagati per difendere, mentre noi facciamo i comitati e VOI non fate l’istituzione, vi invitiamo tutti quanti ad andare a prendere un caffè al bar e a fare quattro chiacchere. Anzi, sarebbe carino se andaste a prenderlo al bar dell’aeroporto. Abbiamo l’impressione che in quell’ambiente, vi troverete bene.

Annunci

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 13 ottobre 2014 da in Editoriale con tag , , , , , , , , , .

Categorie

ottobre: 2014
L M M G V S D
« Set   Nov »
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: