Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

Oggi le comiche

Non è che fosse un fatto inaspettato. Il 18 luglio, a soli due giorni dalla trionfale approvazione del PIT in consiglio regionale, con Rossie che vantava i ¾ della maggioranza che aveva votato la porcata, e Parrini che si congratulava con se stesso per avere portato a casa il risultato (quasi fosse un bandito di strada che si felicitava per il bottino strappato alle vittime), l’ENAC annuncia che impugnerà la delibera consiliare di fronte al TAR del Lazio. Motivo di ciò sta nel fatto che l’ENAC rivendica come propria competenza la decisione sulle dimensioni della pista. Quindi la Regione ha votato un atto illegittimo, ossia, ha votato il nulla. Se andato a vedere i nostri post precedenti, è esattamente quello che abbiamo sostenuto noi fin dall’inizio. E se ci siamo arrivati noi, gente di intelletto assolutamente mediocre, figurati se non c’erano arrivati questi napoleoni della politica, queste persone serie, questi personaggi timorosi di Dio e rispettosi dei diritti dei cittadini, in primo luogo la loro salute, e anche dei loro averi. Come si spiega, allora, tutta questa pantomima?
Si spiega così; si spiega con l’assoluta pusillanimità, con l’assoluta mancanza di scrupoli di coscienza, con l’assoluta arroganza di un manipolo di politicanti della peggiore genia che mai ci è toccato di vedere (al confronto, i vecchi democristiani sembravano santi e premi Nobel). Si spiega con l’ottusità di una cricca che ha voluto, in barba a tutto e tutti, andare avanti su un progetto che era una cazzata fin dall’inizio, pavoneggiandosi con percorsi condivisi (da chi?) che poi servivano soltanto a fruttare lauti incarichi a professionisti amici; ricercando impossibili mediazioni tra i diritti dei cittadini che non potevano e non dovevano essere mercanteggiati (non si può essere malati solo un po’) e gli appetiti dei nuovi padroni del vapore. La politica ridotta a mercato delle vacche, con una buona dose di malafede, nell’illusione di essere veri statisti. Ecco che, con l’intervento dell’’ENAC, la bolla speculativa dei veri statisti si sgonfia, e gli statisti si rivelano per quelli che sono: personaggi mediocri, incapaci di tutelare i valori che la costituzione imponeva loro di tutelare, e incapaci anche di servire i nuovi padroni con l’efficienza che essi richiedono.
Se c’è una cosa che la sciaguratissima vicenda della variante al PIT dimostra, è che la democrazia in Italia è evaporata da tempo; bande di scalatori delle vette politiche, evidentemente privi del bagaglio culturale e morale che occorrerebbe, scelti su liste bloccate non si sa da chi, si dispongono garrulamente a votare cose che non capiscono e che neanche gli interessano troppo, e oltretutto votano pure male. C’è qualcuno che li vorrebbe fare anche senatori, questi qui. Magari anche, ma in qualche altra nazione, per favore.
E questo vale anche per il ridicolo pellegrinaggio dei sette sindaci, i sette eroi della piana, andati da Rossie a piatire benevolenza, con Rossie che scoteva paterno il capo e dava rassicurazioni sulle opere di mitigazione e sulla pista di 2.000 metri. Ora a che cosa valgono le rassicurazioni di Rossie? Ce l’avete almeno l’onestà di ammettere che noi avevamo ragione quando dicevamo che Rossie non era in grado di promettere nulla, e che voi così vi comportavate solamente da pagliacci? Ce l’avete l’onestà di ammettere che non è così che dovevano essere tutelati i diritti dei cittadini?
Ma non abbiamo tanta stima di voi da concedervi nemmeno questo. E allora a che cosa sono servite tutte le vostre manfrine, signor Rossie, signor Fossie? Dove vi ha condotto tutta la vostra tanto vantata serietà, la vostra sollecitudine per la popolazione? E dove ha condotto tutti noi, mio Dio? Se però il disastro attuale della piana è per buona parte colpa vostra, vostra e delle vostre bugie, almeno un servigio, tanto per cambiare, rendetecelo. Abbandonate, in nome di Dio, quegli scranni che tanto malamente occupate. Abbiamo sofferto abbastanza a causa vostra. Andate via e sperate che il vostro nome non sia maledetto da coloro che avranno la sventura, nei prossimi decenni, di abitare da queste parti. Di più, non crediamo che vi sia lecito sperare. Per il resto a ben rivederci nelle vaie sedi giudicanti, perché, se la partita della variante al PIT, per quanto vi riguarda, è finita, quella con i cittadini è solamente agli inizi.

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Questa voce è stata pubblicata il 19 luglio 2014 da in Editoriale con tag , , , , , , , , .

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