Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

PIU’ CHE NON C’E’, PIU’ C’E’

Al presidio del 15 luglio di fronte al consiglio regionale toscano, dove i cittadini assediavano il palazzo dove i futuri senatori che facevano a brani gli ultimi brandelli di coscienza per attaccare il ciuco (ossia la variante al PIT, con aeroporto e inceneritore drento) dove voleva il padrone, sventolavano un sacco di bandiere. Queste bandiere erano del PD, di SEL, di Legambiente. C’era anche qualche striscione dei comitati, ma meno in vista; la parte del leone la facevano le bandiere, e le bandiere erano quelle che vi abbiamo detto. Tra queste rappresentanze di partito comparivano anche coreografie molte belle, come i cartelli che, indossati dai manifestanti uno in fila accanto all’altro componevano la scritta LA PIANA VUOLE VIVERE (noi ci avremmo volentieri aggiunto SE INVECE CONTINUA A VOTARE POLITICI DEL CAVOLO, CREPA, ma purtroppo non ci avevamo pensato prima). Poi c’era il dissenso istituzionale. E qui, va detto, faceva la sua porca figura il nostro Fossie, presente con ogni evidenza al presidio per manifestare tutto il suo impegno a favore della salute dei cittadini, non solo con le parole, come fanno i politicanti, ma con gli atti concreti. Eccolo quindi immortalato nella sua presenza:

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Nella foto, si nota chiaramente Fossie impettito a destra della bicicletta. Com’è giusto che sia quando si tratta di un’autorità, la sua presenza è stata molto discreta; e questo lo si nota nella foto. D’altro canto, la sua posizione è stata singolarmente ferma. Dopo tre ore e tre quarti, non si era mosso di un millimetro. A noi questo stile di posizione istituzionale piace, si potrebbe dire che più che Fossie non c’è, più c’è. Anzi auspichiamo che inauguri questo nuovo stile anche a Campi, e certo la sua immagine ne trarrebbe giovamento. Ma non siamo qui per elevare peana alle coraggiose posizioni di Fossie, quanto per descrivervi il periodo, dove intanto si era unito un ilare turista islandese, che, memore delle lotte di piazza e delle consultazioni popolari aperte con le quali nel suo paese hanno riscritto la costituzione (più o meno come facciamo qui, insomma) si divertiva un sacco a vedere i cittadini che assediavano il palazzo. A un certo punto però è andato in crisi, quando ci ha chiesto di chi fossero quelle bandiere. Noi glielo abbiamo detto: sono bandiere del PD, di SEL e di Legambiente ecc. ecc. L’islandese rideva tutto contento, ma poi s’è incazzato quando ci ha chiesto chi fossero coloro che erano assediati nel palazzo, e noi abbiamo dovuto dirgli che erano membri del PD, di SEL, e insomma credeva che lo prendessimo per il culo, perché gli assedianti e gli assediati non potevano essere gente degli stessi partiti! Né c’era modo di convincerlo. Quella però era una situazione ancora rimediabile; la tragedia è cominciata quando s’è presentato Rossie che ha cercato di varcare il portone del palazzo assediato tra le ali dei partecipanti. Lì è partito di tutto; fischi, pernacchi, qualche rutto (questo lo diciamo con dispiacere), e ovviamente una serie di improperi, che andavano da “Venduto” a “Non ti votiamo più” a “Vattene”. La cosa che incuriosiva l’amico islandese è che i più furiosi con Rossie erano quelli che agitavano le bandiere del PD (furiosi… erano proprio incazzati di brutto…). E non c’era verso di convincere l’amico islandese che quello che era stato apostrofato così era il capo del PD della Toscana (capo… ci sa che non conta più una sega… ma insomma, da un punto di vista formale…).
Com’è andata a finire? La votazione sulla variante al PIT è stata rimandata alla mattina del 16, ché i poveri consiglieri proprio non ce la facevano a votare con la vista di tutti quegli straccioni davanti (dicono che tornasse loro su anche l’aragosta del venerdì prima), ma tanto la mattina si sa che gli straccioni devono lavorare e timbrare il cartellino, e così i signori consiglieri hanno potuto votare le loro porcate in santa pace con il campo sgombro. E ora aspettano la nomina a senatori perché, dopo aver così ben votato, una promozione se la meriteranno, no?
Quanto al nostro amico islandese, è ripartito quella sera stessa per Rejkiavik (da Pisa, fanculo a Peretola), dove pare che abbia preso a bere vodka, a non andare più a votare e a non credere nemmeno nell’allungamento delle piste degli aeroporti.

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