Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

DUE O TRE COSE CHE SO SU EXPO E MOSE

sartori
Sull’inchiesta della magistratura che ha scoperchiato la pentola delle mazzette milionarie sul progetto veneziano Mose e sull’Expo milanese sapete probabilmente già tutto, quindi non è il caso di insisterci sopra. Ci sono però due dettagli marginali che forse vi sono sfuggiti e che invece sono importanti (il diavolo si sa, sta nei dettagli) per comprendere appieno questa vicenda. Ecco il primo direttamente da Milano. Il 6 giugno, la ditta Maltauro, il cui ex amministratore delegato Enrico Maltauro ha già confessato ai magistrati le mazzette versate per poter accedere agli appalti dell’Expo, ha comunicato che “in seguito a compiuta istruttoria e alla riunione tenutasi lo scorso 3 giugno presso la prefettura di Milano, non sono stati rilevati elementi sufficienti a motivare la risoluzione dei contratti”. In altri termini, in barba al protocollo etico che era stato inserito nei contratti stessi, gli appalti, benché l’erogazione di tangenti sia già stata confessata, continueranno. A che serve allora il protocollo etico? Anzi a che serve parlare di etica? Questo non è un paese da venire a discutere di etica. Più utile invece la morale che se ne trae: conviene invece continuare a versare tangenti, perché quand’anche venissero scoperte (e confessate) l’utile che se ne è tratto (l’appalto) non sarà messo in discussione da nessuno. Segnatevela questa cosa, vi può tornare utile in futuro.

Secondo dettaglio: tra le carte sequestrate dai magistrati veneziani che indagano sulla realizzazione del Mose, ci sono alcuni appunti appartenenti alla cooperativa rossa COVECO. In uno degli appunti, si legge chiaramente al penultimo rigo: Comitato Sartori. 25.000 euro contributo volontario Sartori comitato [elettorale]. Si tratta di 25.000 euro dati a Lia Sartori, europarlamentare PdL (in scadenza). Non è detto che si tratti di una cosa di rilevanza penale; magari il contributo è stato denunciato, e in ogni caso se ne accerteranno i giudici. Però è curioso che una cooperativa rossa finanzi la campagna elettorale di una che milita nel campo politico avversario. O forse, semplicemente, siamo nella logica delle larghe intese, con cui destra e sinistra si danno una mano per impadronirsi di quello che resta del patrimonio pubblico italiano, costruito con la fatica di generazioni. In questo caso, dire che destra e sinistra sono uguali non è più un’opinione qualunquistica; è un’osservazione empirica basata sui comportamenti effettivi e su prove documentali come questa che avete sott’occhio. Fanno affari insieme. Dietro la politica delle larghe intese, tenacemente difesa anche contro il dettato costituzionale da Napolitano, e che ha permesso il brodo di cultura dell’avvento del renzismo, c’è questo. Liberi voi di proclamarlo elemento importante per l’Italia che cambia verso (perché, che verso fa, ora) e riformismo coraggioso per il bene dello stato. Liberi di noi di crederlo devastazione economica e degrado dell’etica pubblica.

Annunci

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 10 giugno 2014 da in Editoriale con tag , , , , , , , , , , , , , , , .

Categorie

giugno: 2014
L M M G V S D
« Mag   Lug »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: