Mente Locale della Piana

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LE LINEE AEREE RENZIE, NARDIE E ROSSIE

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Il 19 maggio scorso, la Giunta regionale toscana, probabilmente sulla scorta delle violente proteste provenienti da Pisa e della grande manifestazione che tutte le forze politiche e sociali pisane hanno messo in scena venerdì 16 maggio a difesa della proprietà pubblica dell’aeroporto Galilei, ha approvato una nuova delibera che prevede la vendita, in tutto o in parte, delle quote detenute dalla Regione medesima in SAT (la società che gestisce l’aeroporto di Pisa) a Eurnekian, ma che mantiene la quota di AdF nelle mani regionali. Che la delibera fosse destinata in qualche modo a cercare di rassicurare i pisani, lo dimostrano le tre condizioni poste nella delibera (si suppone vincolanti) e che la Regione deve osservare nella vendita delle quote di SAT a Eurnekian:
1) la congruità del prezzo;
2) il perseguimento dell’obiettivo (ossia l’integrazione dello scalo di Firenze con quello di Pisa);
3) il rispetto dei vincoli derivanti dal patto parasociale vigente (ossia l’accordo tra SAT e AdF di costituire una holding unica tra due scali alla pari).
Se era una barzelletta, non ha fatto ridere nessuno; il sindaco di Pisa Filippeschi, il medesimo 19 maggio, ci ha messo pochissimo a fare a fette le bugie regionali osservando che “niente è stato concordato con i soci del patto”. Ciò per la condizione numero 3. Anche le condizioni 1 e 2, come noterebbe anche un osservatore superficiale, sono immediatamente contraddette dalla volontà della regione di vendere a Eurnekian; gli advisors, come IMI-SanPaolo hanno già consigliato da tempo i clienti che possiedano quote di SAT a non aderire all’OPA di Eurnekian perché il prezzo offerto è troppo basso. E, in secondo luogo, il perseguimento dell’obiettivo, se l’OPA va a buon fine, si realizza di sicuro, solo che lo fa Eurnekian a tutto svantaggio di Pisa. Quindi è logico che a Pisa non si sentano minimamente rassicurati, e che la mossa della regione sia poco più che un tentativo di intorbidare le acque per far passare un’operazione che appare, finanziariamente e industrialmente, insensata. Da notare che alla riunione della Giunta che ha approvato la delibera non hanno partecipato gli assessori Marson e Nocentini; a riprova del fatto che c’è chi si rende conto dell’insensatezza della cosa, ma il tutto non si traduce in un voto contrario. Come dicevamo, non è lecito aspettarsi alcuna resipisicenza dal PD toscano, partito che si è ormai consegnato passivamente al nuovo padrone di Rignano. Quindi, se non si sarà capaci di opporre nelle urne delle prossime amministrative un fronte compatto di voti che contrastino gli appetiti argentino/rignanesi, ben presto ci toccherà prendere le linee aeree Renzie, Nardie e Rossie; il costo del biglietto, da pagare rigorosamente a Eurnekian, sarà pari alla differenza di valore della vostra casetta nella piana rispetto al prima e al dopo della realizzazione di questa mostruosità a Peretola.

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