Mente Locale della Piana

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I LABORATORI PARTECIPATI DEL NULLA

Lo show elettorale non è ancora andato in onda a Campi, e i partecipanti sgomitano, però su che cosa? Si sa poco in effetti su che cosa vogliano gli aspiranti sindaco, oltre alla poltrona. Qualcuno ha già fatto chiarezza e distribuito il programma elettorale ai cittadini (il M5S, per esempio; onore al merito) e perlomeno c’è dentro qualcosa di sensato. Gli altri, zitti e mosca, a parte comicissime profferte d’amore per Campi (che Campi, allarmata, non ricambia) e frasucce che più vaghe e insignificanti non si può. Eccone un esempio strepitoso: “È essenziale avanzare un sistema integrato dei bisogni sociali. Per farlo è necessario combinare diversi strumenti: da un lato l’analisi del bisogno desunta dagli archivi amministrativi, dall’altro progettare mettere a regime [sic] sistemi strutturati di registrazione del bisogno di quanti si presentano ai punti di prima accoglienza…”, e via e via mendandola per altre dieci righe che non vogliono dire nulla se non: facciamo l’anagrafe dei poveri. È strepitoso o no? Si sentiva proprio il bisogno di genialità così. Probabilmente, vista la frequenza con cui i partiti dicono una cosa in campagna elettorale e poi ne fanno un’altra, è probabilmente meglio per loro se questi programmi non vogliono dire nulla e non li capisce nessuno. Però qualcosa, alla fin fine, questi partiti al tramonto la devono dire; e che cosa di meglio che rumoreggiare che il programma l’hanno deciso insieme ai cittadini (come se i cittadini parlassero a questa maniera). Che democrazia! Che partecipazione!
Che presa per i fondelli!
Ed ecco un pezzo, che alleghiamo, del prodotto dei valorosi laboratori di uno dei candidati, sostenuto da una coalizione celebre per promettere una cosa e fare poi l’opposto oppure chiedere voti militando in coalizioni diverse – quella di PD-SeL-IdV. Eccolo qui, in sintesi: termovalorizzatore e aeroporto non ci piacciono. E sai che fatica ammetterlo; sennò, addio poltrona. Però, però: “In questi anni le amministrazioni del centro sinistra hanno detto sì alla realizzazione di un termovalorizzatore che applichi la migliore tecnologia disponibile, consenta di utilizzare l’energia prodotta, sia realizzato da un soggetto interamente pubblico e sia soggetto a controllo dai cittadini attraverso un processo trasparente. Crediamo che non si possa a ogni piè sospinto mettere in discussione le scelte…” , e altre scemenze varie.
Dal che si evincono varie cose:
1) Se conta la decisione delle amministrazioni del centro-sinistra (cioè del PD, perché sull’inceneritore qualche volta anche gli alleati hanno votato contro; quindi è il PD che le vuole), allora a che titolo si chiamano i cittadini a partecipare al programma? Per farli ratificare le scelte già fatte dal PD? Facevate prima a chiamare un notaio…
2) La protesta di essere disposti a mettere in discussione tutto (inceneritore compreso) se non si ottengono risposte soddisfacenti è una balla sesquipedale. Le risposte NON soddisfacenti le avete già avute. Dobbiamo ripubblicare quello che rispose la Regione alle osservazioni del Comune di Campi alla Variante al PIT, dove ci sono inceneritore e aeroporto raddoppiato? E allora QUANDO siete disposti a mettere in discussione tutto, a inceneritore e aeroporto bell’e realizzati? Ma che credete, che i cittadini abbiano la sveglia al collo?
3) È una balla sesquipedale che, siccome l’intervento su inceneritore e aeroporto avviene al di fuori del territorio comunale, l’intervento del Comune di Campi è difficoltoso. È difficoltoso solo per chi ha difficoltà a intervenire, perché in cuor suo ha già detto sì a questa roba (ma mica può ammetterlo davanti a cittadini, sennò la poltrona dove va a finire?). Tanto per dirne una: essendo la VIS una procedura volontaria, perché il futuro sindaco si impegna a promuovere un aggiornamento della VIS? Se vuole il Comune la può fare anche subito, e non c’è barba di nessuno che glielo possa impedire. Promuovere non è fare. Se questo non si chiama menare il can per l’aia (anzi menare il can per l’aria)… Questo per dire la serietà degli intendimenti dell’aspirante medesimo. Se c’era bisogno di mettere su dei laboratori per questa roba qui…
4) Di grazia, quale sarebbe la procedura trasparente che permetterebbe ai cittadini di controllare?
5) Chi sarebbe il soggetto pubblico, Q Thermo? Perché si dà il caso che sia una società di diritto privato… Peraltro, la balla sesquipedale (e dagli…) della migliore tecnologia disponibile non è farina del sacco dei cittadini. Non sappiamo chi ci sia in questi laboratori, ma queste sono le argomentazioni della Giunta uscente al Consiglio comunale aperto del giugno 2009 pari pari. Alla faccia della discontinuità.
Ma in fondo, per arrivare alla medesima conclusione, mica c’era bisogno del programma. Bastava guardare la squadra che sostiene l’aspirante, gran parte della quale proviene dal mondo della scuola dove l’aspirante regnava sovrano… si fa per dire. E così abbiamo un ex presidente di un consiglio di circolo; un presidente in carica dell’Istituto comprensivo Campi centro, due membri del Consiglio di istituto comprensivo Campi nord; nonché un parente stretto di un preside. E OK; ma se domandiamo che effetto ha avuto tutta questa pletora di candidati sulla disgraziata vicenda Matteucci, autentico scheletro nell’armadio dell’aspirante, che ci rispondete? Che ha fatto tutta questa gente, oltre a compiacere l’aspirante, per risolvere la questione posta dai cittadini sulla scuola Matteucci? E questa qui sarebbe la nuova classe dirigente di Campi? Ce n’è di che rimpiangere i tempi della vecchia Alunni…
Conclusione finale (amara): non tutto quello che si presenta come nuovo è nuovo. Non tutto quello che si presenta come democratico è democratico. Non tutto quello che aspira deve realizzare le proprie aspirazioni, almeno per il bene dei cittadini. Tra l’altro è il linguaggio che spaventa: “Siamo contrari all’idea che si utilizzi la Piana come il posto in cui si concentrano funzioni scomode”. Come scomode? Si sta parlando di un inceneritore, mica del fatto che eliminano un parcheggio. Si sta parlando di canchero; è una scomodità? E c’era bisogno di sei laboratori sei, per arrivare a questo risultato qui? E questo è l’aspirante che invitava al coraggio. Ma, per essere propositivi e chiudere senza iattanza, ecco un utile insegnamento di Yamato Tsunetomo sul coraggio e sulle parole: “Se il coraggio è radicato nel cuore e la risoluzione è ferma, quando giunge il momento la persona sarà capace di fare la mossa giusta. La sua condotta e le sue parole dovranno essere conformi all’occasione”.
Capito il nostro punto di vista?

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Questa voce è stata pubblicata il 6 maggio 2013 da in Editoriale con tag , , , , , , , , , , , , , , , .

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