Mente Locale della Piana

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LA LETTERA RUBATA

Il 25 gennaio scorso, durante il Consiglio d’istituto della scuola Matteucci, una lettera firmata da 40 insegnanti del medesimo istituto (su 50 in totale) è stata consegnata al sindaco Adriano Chini, perché la consegnasse ai membri del Consiglio comunale. La lettera, a quanto siamo riusciti a sapere — poi vi diremo come — lamentava il fatto che ormai da anni la vicenda della scuola Matteucci si trascina senza che se ne trovi una soluzione e senza che nessuno possa evitare che tutto il peso della situazione ricada in primo luogo sugli studenti, che si trovano a frequentare ambienti inadeguati, non a norma (come certificato dai vigili del fuoco), infestati dai parassiti e ripieni financo di merda di piccione (pardon, di guano… ma secondo noi era proprio merda); e in secondo, ma non ultimo luogo, sugli insegnanti, che si trovano a fare la spola tra la Matteucci e i locali di via Verdi (facendo lo slalom tra il guano e i mobili abbandonati da mesi negli spazi antistanti, come da fotografia allegata), e che si trovano a dover dare una preparazione ai propri studenti pur avendo tutto contro. Di qui il malumore del corpo docente e di qui la lettera — della quale non sappiamo dirvi di più, visto che, nonostante la promessa consegna al Consiglio comunale del 7 febbraio 2013, nessun plico è stato consegnato. E infatti come lo sanno i cittadini che è avvenuto tutto ciò? Come noi, dalla stampa; infatti la notizia è filtrata sulla Nazione del 5 febbraio (pagina 16 dell’edizione della cronaca locale). E qui già siamo in un clima torbido; ma come, un atto consegnato a un’autorità sparisce (a quanto abbiamo capito, il sindaco e l’assessore Betti erano stati invitati al Consiglio per rassicurare lavoratori e genitori sull’esito delle riparazioni alla scuola)? Chi si chiama in questi casi, Nick Carter? O forse è meglio farsi rilasciare una copia firmata per ricevuta, perché non si sa mai? Non c’è che dire: proprio un bel clima di fiducia tra eletti ed elettori…

Ma al di là del fatto formale, pur singolare, resta il mistero assoluto sul destino di questa scuola, tenuto conto del fatto che questa storia va avanti ormai da aprile 2010, e che tra poco spegneremo tre belle candeline sulla torta… con la prospettiva di spegnerne parecchie altre. In questo stesso lasso di tempo a Parigi sono riusciti a completare il nuovo edificio della Biblioteca Nazionale Francese (che non è esattamente piccolissimo e che è stupendo… a forma di libro). A Campi gli amministratori non sono riusciti nemmeno a mettersi d’accordo sull’intervento che vogliono fare. Che volete farne della nostra scuola?

A) costruirne un’altra; B) sostituire il tetto; C) riparare il controsoffitto (sembrava la soluzione più economica e più veloce oltre che salvaguardare tutti, ma non si era tenuto conto dei napoleoni di quaggiù); 4) rialzare l’edificio (sì… così quando avranno fatto finalmente la nuova pista di Peretola il primo aereo si porta via di nuovo il tetto e si ricomincia daccapo); 5) consolidare le fondamenta. Oramai sembra di essere nel Signore degli anelli:

Un progetto per intontirli,
un progetto per stancarli,
un progetto per inebetirli e così meglio fregarli.

C’è qualcuno che ha capito che cosa debba avvenire di questa scuola? Progetti si susseguono a progetti, incarichi a incarichi (magari facendo incazzare qualche dirigente comunale, come il dirigente del settore lavori pubblici, che nell’estate 2011 si rifiutò di firmare un nuovo affidamento progettuale) senza che ci si cavi un ragno nel buco; i ragazzi restano nella merda (di piccione), le carte si sommano alle carte, e nulla accade. E passano tre anni.

Che cosa c’è di più sconfortante di questa inerzia e di questa incapacità amministrativa? E a chi darne la responsabilità? Ai genitori, che hanno contrastato le scelte dell’Amministrazione (a dire il vero con argomenti mica male)? All’Amministrazione, che prima promette la somma urgenza dei lavori, poi ci ripensa, poi cambia progettista, poi vuole fare un’altra scuola, poi, poi, poi…. Decide che siamo a fine mandato e che ci penserà il nuovo sindaco (peraltro sarà forse l’assessore competente nella vecchia amministrazione, che ha vissuto in prima persona tutta la vicenda e che ha nondimeno appoggiato tutti i contorcimenti della Giunta cui apparteneva… quindi c’è proprio da essere fiduciosi)? Al destino cinico e baro? “Sta scuola del cavolo, che proprio ora decideva di farsi inagibile?” Ai marziani?

Ma in fondo, più che stare al gioco delle responsabilità, in Italia sempre molto aleatorio, conta chi vince e chi perde, e qui si va sul sicuro: vince la politica bru-bru, la politica fatta di roboanti discorsi e di fatterelli miseri, di competenze sbandierate ma mai messe in campo; e di sicuro perdono i ragazzi. Ragazzi che magari hanno già completato il loro ciclo di studi alla Matteucci e che hanno passato gli anni migliori del loro apprendimento letteralmente nella merda. Ragazzi a cui quegli anni perduti nessuno restituirà più. Secondo Marco, Nostro Signore disse: “Chi scandalizza uno di questi piccoli, è meglio per lui che gli si metta una macina al collo e venga gettato nel mare”.  Ecco, sarebbe bello crederci… magari alle prossime elezioni.

Ps. E la lettera di partenza? Ah, boh; se qualcuno ne sa qualcosa, saremo lieti di averne notizie. Magari ci rivolgeremo a un certo Dupin, un investigatore che ci ha raccomandato Poe, un ubriacone americano. D’altro canto tra un investigatore letterario, un politico che dice di avere davvero a cuore gli interessi dei propri cittadini e un razzista intelligente, è sempre meglio affidarsi al primo; è noto che gli altri sono personaggi di pura fantasia.

spazzatura-matteucci

La spazzatura alla Matteucci

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Il cortile interno della Matteucci

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Questa voce è stata pubblicata il 20 febbraio 2013 da in Editoriale con tag , , , , , , , .

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