Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

ARROTONDATE… ARROTONDATE… QUALCOSA RESTERÀ

L’economia, si sa, è in crisi. E se il reddito si contrae, bisogna arrotondare in qualche modo: chi si arrangia a fare il secondo lavoro (a nero), chi si dimentica di fatturare poco o tanto, e così via. Ma mica tutti hanno la possibilità di arrotondare sul velluto come favellano i consiglieri regionali del Lazio, guidati da Fiorito detto “Er Batman” (ma Batman non era contro il crimine?) e, a quanto leggiamo sui giornali del 29 settembre, anche quelli del Piemonte e dell’Emilia Romagna, dove si sono presentati gli uomini della Guardia di Finanza per chiedere le ricevute dei rimborsi spese presentati alla regione dai vari consiglieri.

La dinamica è vecchia e l’abbiamo raccontata anche noi nella Newsletter n. 2, giusto giusto un anno fa. Si vede che ci avevamo preso. Ecco come funziona: al consigliere regionale viene rimborsata una somma per il percorso dei chilometri dal comune di residenza alla sede del consiglio regionale. Vale la residenza non l’effettivo domicilio. Peraltro, il consigliere non deve dimostrare affatto di avere percorso tutti quei chilometri per avere diritto al rimborso, perché è sufficiente presentare un’autocertificazione.  Questa sembra un’enormità; se, poniamo, uno di noi lavora alla GKN e si deve recare tutti i giorni da casa sua (poniamo Poggio a Caiano) al lavoro e viceversa, e chiede il rimborso alla GKN, questi si mettono a ridere (e dopo lo licenziano). In Regione Piemonte invece si mettono sull’attenti; e non solo, ma per favorire il consigliere decretano, nel 2001, che i giustificativi di spesa possono essere sostituiti da un’autocertificazione. Lo stesso vale per le missioni; se c’è una sagra locale, e il consigliere ci va, dal momento che lì rappresenta la Regione, quest’ultima gli rimborsa tutto. Insomma, nel solo agosto 2011, a quanto leggiamo sul Fatto Quotidiano del 29 settembre, i cittadini piemontesi hanno cacciato per missioni la bellezza di euro 37.884. Sono spiccioli, si dirà; ma provate a moltiplicarlo per tutti i mesi e per tutti i consigli regionali d’Italia. E poi c’era una seconda bellezza: sono soldi puliti. Esentasse. Il consigliere non ci paga una lira di Irpef, nè fanno imponibile per la questione dei ticket sanitari. Sono spiccioli, eh? Andate a dirlo ai pensionati che ora devono restituire la 14a mensilità all’INPS, perché hanno superato il tetto di novemila euro l’anno!

Qui ci sono due considerazioni da fare; prima considerazione, fatto dal medesimo “Er Batman” (ma ora aspettiamo le considerazioni del Joker): è tutto legale. È anche vero. È  legale perché si è permesso a siffatti personaggi di fare leggi e delibere ovviamente a tutto loro vantaggio. Altro che conflitto di interessi. E qui Er Batman non ha del tutto torto: avendo a disposizione questa greppia, c’è da meravigliarsi se non hanno resistito alla tentazione e si sono disposti immediatamente al pasto? Ma i cittadini che dovevano vigilare, dov’erano? Dove sono coloro che hanno taciuto, che hanno volto gli occhi, che hanno votato direttamente queste persone? Che con il loro lassismo hanno permesso che si arrivasse a questo punto quando non hanno direttamente messo in mano ai vari Er Batman la possibilità di fare quello che hanno fatto?  La favola di una politica corrotta a fronte di una società civile incorrotta e verginale è quello che è: una favola. È un sistema che fa schifo? Certo che fa schifo. Ma pochi hanno il diritto di dirlo.

Seconda considerazione: la responsabilità penale è personale. Sacrosanto. Chi ha commesso atti contrari alla legge dovrà risponderne, e chi non ne ha commessi ne uscirà pulito. Non stiamo mica dicendo che tutti i consiglieri regionali d’Italia sono dei ladri; a accertare se ci sono dei ladri, ci penserà la Guardia di Finanza (e la magistratura). No, stiamo dicendo un’altra cosa: che il sistema di pompaggio dei soldi pubblici nelle tasche private, al di là delle responsabilità penali individuali, è un sistema che si regge sul sostegno di tutte le forze politiche, che invece da questo punto di vista sono tutte ugualmente corresponsabili o per avere scientemente creato questo stato di cose, o per non averlo combattuto e denunciato.

Perché, a Campi Bisenzio succede qualcosa di diverso? I famosi rimborsi spese delle convenzioni con le associazioni, di cui ci siamo occupati più volte, coprono spese vere? Abbiamo chiesto più volte di visionare i giustificativi di spesa, e manco ci hanno risposto. Esistono questi giustificativi di spesa? O sono autocertificazioni anche queste? Dobbiamo aspettare che arrivi la Guardia di Finanza per sapere come sta questa faccenda? Perché, vi confessiamo, in tutta questa storia non c’è nemmeno da sperare nell’arrivo di Batman; non è che non ci sia, è che sta dalla parte contraria.

Chi volesse prendere visione delle documentate denunce avanzate da MenteLocale della Piana alcuni mesi fa e delle puntuali domande rivolte agli amministratori, puntualmente non corrisposte, non ha che da seguire gli istruttivi link al blog che seguono:

Qualcosa in comune
Un contributo di solidarietà
Lettera al sindaco
Convenzioni che capitano 1
Convenzioni che capitano 2

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Questa voce è stata pubblicata il 2 ottobre 2012 da in Editoriale con tag , , , , , , , , , , , .

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