Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

Dossier Inceneritore: MI COSTI?… MA QUANTO MI COSTI?

Sembra una vecchia pubblicità della Telecom, però è vero; il previsto impianto di Case Passerini costerà uno stonfo. Ciò che ricadrà sui cittadini saranno non solo le conseguenze sanitarie, ma anche quelle economiche. Cornuti e mazziati, per così dire. E allora vediamo di fare un po’ di conti, anche perché seguire i soldi ci permette di capire alcune cose sul futuro che ci aspetta.

Quanto costa un bell’impianto?

Con la conclusione, nel gennaio 2012, della procedura avviata da Quadrifoglio per la scelta del socio privato nella costruzione e nella gestione dell’impianto (che fu avviata nel maggio 2009), — per coloro cui interessasse: il socio è HERA — si comincia ad avere idee più precise sul tipo di impianto che Quadrifoglio ha in mente e quanto possa costare. Lo scopo, ambizioso, è, secondo la documentazione ufficiale, “realizzare un impianto industriale a servizio della collettività che sia in grado di inserirsi e rappresentare la complessità del territorio”. Come faccia a rappresentare la complessità del territorio un affare dove ci vanno i rifiuti e che li brucia, lo sa Iddio (a ripensarci bene, invece forse non è un’idea così peregrina; è proprio una degna immagine del territorio), però non si è badato a spese, affidando all’Università di Firenze un progetto di inserimento paesaggistico, manco fosse una chiesa (costo: 80.000 euro), nonché affidando all’archistar Gae Aulenti la realizzazione del progetto (costo: non ce l’hanno detto, ma non sarà poco). E questo è l’involucro; ma poi c’è quello che ci sta dentro. E data la pressione delle popolazioni, che alla storia dell’impianto al servizio della comunità ci credono poco, sono state fatte scelte complesse; ad esempio è stato previsto un doppio sistema di trattamento dei fumi, in maniera da garantirsi il più possibile che le emissioni siano inferiori ai limiti di legge. Come si è visto in altre parti di questo dossier, questo fatto non garantisce proprio nulla; però permette a chi sostiene l’impianto di dire che si è fatto ogni sforzo dal punto di vista della sicurezza.

Naturalmente queste scelte, destinate a attutire la naturale resistenza delle popolazioni, costano. Risultato: la spesa mandata a gara da Quadrifoglio, e su cui Hera è poi risultata vincente su tutti gli altri concorrenti (ossia nessuno) è di 134.480.250,00 euro che, con l’IVA di legge, fanno 154.721.102,00 euro (a cui vanno aggiunti naturalmente i costi relativi all’involucro).

Tuttavia, queste sono solo le spese relative alla parte tecnologica. C’è poi da prevedere i costi delle opere di mitigazione, i famosi boschi e le famose zone agricole. Questi soldi sono a carico della Regione, che per ora ha già stanziato 3.000.000,00 di euro; ma si tratta solo di un primo stanziamento. Peraltro, il futuro di queste mitigazioni è assai incerto, visto che è stato deciso anche il raddoppio dell’aeroporto con conseguente pista parallela, e che gli aerei non possono atterrare tra gli alberi. Peraltro, come insegna l’esperienza di Malpensa, di solito i boschi posti vicino all’aeroporto crepano con allarmante velocità. Quindi questo è un nodo ancora non dipanato.

Così tanto?

E non siamo ancora a niente (veramente siamo vicini ai 160 milioni di euro, spicciolo più spicciolo meno). C’è ancora la spesa da affrontare relativa allo smaltimento delle ceneri prodotte dall’inceneritore. Qui ci affidiamo ai dati resi noti dal Presidente di Italia Nostra sez. Liguria, Federico Valerio. Smaltire queste ceneri è costoso, perché si tratta di materiali estremamente inquinanti, che non si possono mandare in una discarica normale. Il paese in cui costa meno smaltirle è la Germania, per un motivo semplice; essendo una nazione ricca di miniere di salgemma abbandonate, la Germania ha parecchi posti sottomano in cui ficcare questa roba che va stoccata in maniera sicura (e le miniere di salgemma sono quelle che danno più garanzie). Così smaltire una tonnellata di ceneri costa in Germania 255 euro. Ma già in Austria, che miniere di salgemma non ne ha così tante, costa di più: 363 euro a tonnellata. La quantità di ceneri prodotte non va sottovalutata, perché ammonta al 5% del peso dei rifiuti introdotti. Per come è stato previsto l’impianto di Case Passerini si tratta di circa 7.000 tonnellate l’anno; e in Italia di miniere di salgemma non è che ce ne siano a profusione. Difatti gli altri impianti, come quello di Brescia, esportano le ceneri in Germania (Brescia ne produce 35.000 tonnellate l’anno). Eppure stranamente in Italia il costo medio dello smaltimento delle ceneri è più basso che in Germania: 129 euro. Non si capisce come sia possibile. Che c’entri qualcosa lo smaltimento clandestino? Ma anche nella migliore delle ipotesi fa sempre un altro milione di euro, mentre ricorrendo all’ipotesi tedesca i milioni diventano 2,2.

C’è sempre la possibilità di vendere l’energia elettrica prodotta dall’impianto e i materiali recuperati e riciclati. Ma anche qui; in primo luogo l’impianto NON godrà degli incentivi CIP6. In secondo luogo, i materiali si sarebbero recuperati anche con una raccolta differenziata, quindi non si tratta di un vantaggio provocato dalla scelta dell’incenerimento. E ci sono ancora da calcolare i costi del trasporto dei rifiuti all’impianto, visto che i rifiuti non ci vanno da soli.

In conclusione, anche se sono stime un po’ a occhio (d’altra parte sui reali costi Quadrifoglio, che pure invoca il fatto che l’inceneritore sarà la “casa trasparente” della Piana, sembra un po’ opaca), non ci sembra irragionevole il lamento del presidente di Quadrifoglio Moretti, secondo il quale la spesa dell’impianto si aggirerà sui 190.000.000,00 euro.

Il problema non è il costo, perché tanto verrà scaricato sulla TIA. Il problema è l’investimento. Finché l’impianto non entra in funzione, tocca continuare a mandare i rifiuti in discarica (non sia mai che si faccia una differenziata come Dio comanda o un impianto meccanico-biologico molto meno costoso), quindi su questo fronte non si risparmia nulla. Perciò i 190 milioni di euro si aggiungono tutti insieme alla spesa di smaltimento rifiuti che già c’è. E qui emerge un altro costo occulto; su ogni imballo di merce acquistata dai cittadini si paga una tassa di riciclo di 7 centesimi al chilo. Questa tassa viene versata al Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) perché copra le spese del ritiro e del riciclo degli imballaggi. Se gli imballaggi vengono bruciati il CONAI non ha nessun motivo di provvederne al riciclo. Si tiene la tassa e amen. Questo è un altro costo provocato dalla scelta dell’incenerimento. Insomma la politica di bruciare i rifiuti ha un costo alto, se si tengono presenti tutti i fattori. Non è per nulla la scelta più economica. Però ha altri vantaggi.

Come lo pago quest’affare?

Diamo per buona la stima di 190 milioni di costo senza stimare tutti gli altri costi ambientali e sanitari, almeno come spesa per fare entrare l’impianto in funzione (ma mettete nel conto sforamenti, necessità di bonifica, sequestri, ecc. Queste cose sono successe e succedono a tutti gli impianti toscani come Montale, Falascaia, Scarlino, ecc.). Chi paga? Chi ha bandito la gara, Quadrifoglio ovviamente. Ma dubitiamo che Quadrifoglio abbia liquida una simile somma, altrimenti Moretti non si lamenterebbe; né i soci di Quadrifoglio, ossia i comuni serviti dal consorzio, con le loro casse disastrate, sono certo in grado di anticipare somme di questa importanza, tanto più che la loro massima fonte di introito, gli oneri di urbanizzazione, sono ridotti a causa della stagnazione economica generale. Non resta che ricorrere ai debiti: contrarre mutui. Ma anche qui, non è facile spuntare prestiti dagli istituti di credito, che il credito di questi chiari di luna l’hanno ridotto al lumicino e che hanno problemi per conto loro. Ma ammettiamo che questi soldi si trovino. Si verificherà una situazione interessante; che l’impianto ci sarà, ma che non potendo le amministrazioni sostenerne i costi passati e futuri, saranno spinte a privatizzare per pagare i debiti pregressi, che è esattamente quello che sta succedendo a Torino, dove il sindaco ha dichiarato in un’intervista al Manifesto uscita il 22 luglio 2012: “È una scelta dettata dalla situazione finanziaria del Comune, che ha un alto indebitamento dovuto agli investimenti fatti nel passato, come il passante ferroviario, la metropolitana, il termovalorizzatore, poi ci sono state le Olimpiadi”. Quindi ecco come vanno le cose: si fanno le infrastrutture, anche se le popolazioni non le vogliono, e ci si indebita fino al collo; poi, con la scusa del debito, si lascia tutto ai soci privati che, godendo di un bene in regime di monopolio, a quel punto fanno in fretta a rifarsi.

E badate che non succede solo a Torino. Perché, con ATAF che cosa è successo? O, per uscire dalla Piana, a Bologna con le scuole per l’infanzia? O, per cambiare partito, a Roma con l’acqua (a questo proposito andrebbe osservato che quando diciamo che destra e sinistra sono uguali, non è che siamo diventati qualunquisti; è che fanno proprio le stesse cose)?

Dunque questa è la questione, non la discussione su un singolo impianto (che pure fa parecchio male), ma su una politica che il PD tenta di attuare laddove sia al governo e che si scontra direttamente con il movimento che invece vuole la ripubblicizzazione dei beni comuni — la faccenda dei referendum di giugno 2010 sull’acqua pubblica qualcosa dovrebbe avere insegnato… Non occorre essere profeti per capire che questo scontro si farà sentire alle prossime amministrative nella Piana e che inceneritore e aeroporto sono tutti tasselli di questo disegno, che passerà se i cittadini non riusciranno a esprimere forze politiche portatrici di una diversa gestione del territorio.

Annunci

Lascia un Commento (ogni commento prima di essere visibile dovrà essere moderato dall'amministratore)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 13 settembre 2012 da in Inchieste con tag , , , , , , , , , .

Categorie

settembre: 2012
L M M G V S D
« Lug   Ott »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: