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Dossier Inceneritore: A che punto è la notte ? La vicenda dell’inceneritore della Piana Fiorentina

La storia dell’inceneritore della Piana data ormai da tredici anni; se ne cominciò infatti a parlare nel 2000. Sembra ieri. È una storia che è stata raccontata più volte e persino analizzata in pubblicazioni di livello accademico, per cui sembra difficile che possa riservare qualche sorpresa. Ci permettiamo però di non essere d’accordo, perché questa storia è stata narrata più volte, ma quasi sempre dal punto di vista delle istituzioni. A riguardare l’enorme massa di pubblicazioni (articoli, interviste, libri) che ne trattarono e ne trattano, quasi sempre sono gli uomini (e donne) delle istituzioni che parlano, e quando non ne parlano loro, ne parlano uomini da loro stipendiati. Quindi, per come vanno le cose nella Piana, ne parlano quasi sempre i partiti, o meglio ancora, ne parlano quasi sempre uomini di partito. Perciò c’è forse spazio per un’altra narrazione, che certo non abbiamo l’ambizione di esaurire noi; ma, vale la pena di provare ad aprire un’altra strada. Ripercorrendo il sentiero di questa storia, che cosa ha imparato un cittadino (quindi non un uomo di partito) da tutta questa vicenda? Che cosa gli dice questa storia? Non abbiamo la presunzione di incarnare quel cittadino attivo e consapevole che secondo noi è la prima ricchezza e la prima risorsa di una comunità (una specie protetta dal punto di vista costituzionale, oseremmo dire); quindi i nostri lettori sono come sempre liberi, liberissimi, di farsi l’opinione che credono in base ai materiali pubblicati. Una cosa però ci sentiamo di dirla; in tutta questa vicenda ci sono amministratori che prima si mettono a capo delle legittime aspettative delle loro comunità, poi, redarguiti dal partito, cambiano idea e dicono che non c’è alternativa; ci sono amministratori che prendono accordi tra loro e poi nei consigli comunali raccontano un’altra cosa; ci sono amministratori che si inventano battaglie di facciata quando ormai, sottobanco, stanno trattando. E ci sono cittadini. Cittadini che si auto-organizzano, che diventano esperti nella gestione dei rifiuti, rivelando una creatività e una competenza che francamente sbalordisce. Cittadini che si mettono di traverso alle decisioni già prese, spesso pagando di tasca propria e sulla propria pelle; ma che forse non sanno veramente stabilire alleanze larghe e farsi classe dirigente.
È una storia di grandi occasioni mancate, la storia di una generazione di amministratori più bravi a contrattare nella retrobottega del partito che a produrre consenso; di una generazione di cittadini che a fronte di un grande e generoso impegno non riesce a cambiare nulla. È quindi la storia di come istituzioni e cittadini NON si incontrano; diremmo quasi un caso da manuale di quella cattiva amministrazione e di quella cattiva politica che, chiusa nel centro del proprio ombelico, produce per forza di cose quella che oggi si chiama antipolitica. Di come trasparenza e partecipazione democratica siano rimaste parole vuote, che durano lo spazio di una breve campagna elettorale, subito sostituite da altre parole: amministrazione, decisione, decisione tecnica. Da questo punto di vista, la riduzione della politica a tecnica dell’amministrare e il conseguente scempio del patrimonio morale e politico della comunità è del tutto speculare allo scempio dell’ambiente comune che l’inceneritore rappresenta. Tuttavia non è il caso di deprimersi; se quella generazione di cittadini che maturò la forza delle proprie convinzioni e la fiducia nelle proprie competenze e nelle proprie azioni non ce l’ha fatta a diventare classe dirigente, per cui hanno continuato a vincere i vecchi amministratori (magari nella versione giovanile e modernizzata dei rottamatori) è ben possibile che mentre leggete queste righe una nuova generazione sia già pronta a prendere il loro posto, allegra e terribile, e a rimettere a posto le cose, evitando quegli errori che i loro sciagurati predecessori commisero. Se ne vedono già i segni. A tutti costoro, se ce ne sono tra i nostri lettori, auguriamo buona fortuna perché ne avranno bisogno; per tutti gli altri, una storia che, anche per chi la conosce, varrà la pena di essere ripercorsa, nella certezza che, come sapeva la biblica sentinella di Isaia cui venne chiesto a che punto era la notte, prima o poi, dopo la notte, viene sempre il mattino.

Indice del Dossier
1. Un po’ di storia
2. Che ti dice la VIS?
3. Io e l’inceneritore
4. La sindrome TINA
5. Ma quanto mi costi?
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Questa voce è stata pubblicata il 13 settembre 2012 da in Inchieste con tag , , , , , , , , , .

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