Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

L’INIZIATIVA POPOLARE

In questa estate troppo lunga, troppo calda e troppo triste, dopo la natura, ce ne ha messo del suo anche la classe dirigente (che forse sarebbe più opportuno chiamare classe digerente). Non s’è salvato nessuno: presidenti, presidenti del consiglio, ministri, parlamentari, segretari di partito, hanno dato il peggio di sé in una singolare classifica al contrario. C’è però, per i campigiani, una buona notizia; anche le istituzioni locali si piazzano in alto in questa classifica, con un colpo d’ala che, se non le porta al primissimo posto, certo le piazza almeno sul podio. E che siamo noi, figli di NN?
Ci riferiamo al singolarissimo ordine del giorno approvato il 25 luglio 2012 dal Consiglio comunale di Campi Bisenzio (delibera CC n. 130), dalla maggioranza e da quattro superstiti membri dell’opposizione, che dà mandato al sindaco di scrivere una “petizione popolare” declinata su tre punti: 1) l’indennità da cariche pubbliche non superi i 5.000 euro; 2) l’abolizione del vitalizio per qualunque carica elettiva; 3) il divieto di cumulo di più cariche istituzionali. Scopo della petizione, ridare dignità alla politica. Ottima intenzione. Magari uno pensa che, se proprio si vuole ridare dignità alla politica, meglio sarebbe non approvare porcate come quella dell’affitto del museo civico, o non spendere decine di migliaia di euro, in assenza di alcun giustificativo di spesa nei relativi atti, per cicli di presentazione dei libri che in tutto il resto del globo terracqueo si fanno quasi a costo zero (ma poi l’associazione amica che percepisce le decine come fa?). O forse meglio varrebbe (e ciò vale per alcun illustri — si fa per dire — esponenti dell’opposizione) non cambiare bandiera a metà legislatura e prendere in giro gli elettori. Non sappiamo quanta dignità ridarebbero, queste cose; però aiuterebbero.
Ma ecco il colpo d’ala, che fa sì che l’iniziativa campigiana si situi nell’olimpo estivo della politica italiana; non solo il Consiglio comunale tutto, con un solo astenuto (che secondo noi a quel punto era colto da tremendi crampi dal ridere) ha sostenuto che la dignità della politica sta nelle cose che leggete ai punti 1, 2 e 3 (l’idea che la dignità della politica si tuteli meglio facendo una politica migliore di quella ammannitaci finora non era venuta in mente a nessuno), ma addirittura ha dato mandato al sindaco perché scrivesse il testo della petizione popolare. La petizione popolare scritta dal sindaco non era ancora venuta in mente a nessuno. Sublime esempio di politica veramente democratica, “dal basso”, ma non dal basso-basso, perché quelli sono troppo volgari e sanno solo dire di no e magari sono populisti e anche un po’ fascisti del Web; ma dal basso-alto, una sfida a tutte le leggi della gravità politica e anche del buon senso. Chi la scrive la petizione popolare? I cittadini, le associazioni? Mai più: la scrive il sindaco! A questo punto ci aspettiamo l’esportazione del modello campigiano e la presentazione di: leggi di iniziativa popolare redatte dai parlamentari; referendum abrogativi promossi dal Presidente della Repubblica; appelli alla nazione lanciati dalle commissioni bicamerali (che si attrezzeranno per raccogliere le firme); appelli alla buona legislazione da parte del presidente del Consiglio dei ministri. Ma poi, a pensarci bene: che se ne fa di una petizione popolare uno che, oltre a doverla scrivere su mandato, è anche il capo locale di un partito che nella sua veste metropolitana i doppi incarichi non solo li consente, ma li dà perfino (ne vogliamo parlare di Eugenio Giani?); e che nella sua veste nazionale, essendo non solo in Parlamento, ma financo nell’attuale maggioranza, può tranquillamente proporre tutte le leggi che vuole?
Ci fa quello che fanno tutti. Ci fa campagna elettorale. Senza aver capito due cose: che in questi tempi di spread e di spending review, credere di far campagna elettorale con due fregnacce sulle cariche, invece che sulle cose che interessano davvero i cittadini (come il lavoro, i diritti, l’ambiente, la trasparenza dei comportamenti e delle spese) significa andare davvero poco lontano; e che per ridare dignità alla politica meglio sarebbe trattare i (prossimi) elettori come persone adulte anziché come bambini ritardati da imbonire con delle trovatine estive. Soprattutto tenendo conto che quando il basso-basso si è espresso davvero (come sul referendum sull’inceneritore, come sul referendum sulla ripubblicizzazione dell’acqua), quello che allora era l’alto-alto e che ora si traveste da basso-alto non l’ha voluto proprio ascoltare. Insomma, inventatevene un’altra.
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Questa voce è stata pubblicata il 4 settembre 2012 da in Editoriale con tag , , , , , , , , , , , , , .

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