Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

All’avanguardia sulla Scuola: INCHIESTA sulle politiche scolastiche a Campi Bisenzio

Confessiamo un certo disagio ad affrontare quest’argomento, dato che avevamo promesso ai nostri lettori di riferire le notizie che la stampa locale non prova nemmeno a riportare. La vicenda della scuola Matteucci di Campi Bisenzio è invece stato oggetto di decise attenzioni da parte della stampa, specie dopo l’intervento di un agguerrito e coraggioso comitato di genitori di alunni della scuola (che ringraziamo per averci fornito parte dei materiali su cui è basata quest’inchiesta) che ha sollevato il caso fino a farlo diventare di rilevanza nazionale (la vicenda della scuola Matteucci è stata oggetto di interrogazione parlamentare urgente dal parte dell’onorevole Rosa De Pasquale nel settembre 2010 per chiarire il punto se le spese per la messa in sicurezza e l’adeguamento a norma degli edifici scolastici fossero interventi ricadenti sotto la mannaia del Patto di stabilità che limite le spese degli enti locali). Ma, appunto, se c’è un caso nazionale, che bisogno c’è un’inchiesta di Mente Locale?
Infatti il nostro interesse si basa su un particolare che è sfuggito alla stampa, concentrata sulla vicenda della Matteucci e che ha puntato l’albero ma ha perso di vista la foresta: qual’é la politica scolastica dell’amministrazione campigiana, di cui la Matteucci è un esempio anche se quello più visibile? L’attuale amministrazione, su Disegno Comune del novembre 2010, si è vantata del fatto che “la nostra città è indubbiamente all’avanguardia” per quanto riguarda il sostegno alla scuola, in quanto a tale scopo ha speso 25 milioni di euro tra il 1990 e il 2010 di cui 15 per costruire nuove scuole e 10 per manutenzione a adeguamento alle normative sulle sicurezza. Può sembrare una cifra colossale, ma in realtà, se si fa il conto di tutte le scuole pubbliche presenti nel solo territorio comunale (8 per l’infanzia; 8 primarie; 2 medie; 1 liceo; 1 istituto comprensivo), fa 1,25 milioni di euro l’anno, quindi sono 62.500 euro a scuola per anno, cifra che, tra l’altro, rende molto improbabile programmare con continuità una manutenzione annuale puntuale. Ciò spiega perché tante scuole campigiane presentino i problemi come, ad esempio, ha presentato la scuola Aurora Gelli, che il 3 novembre 2011 ha mostrato infiltrazioni di acqua tali da dover richiedere un incontro tra Consiglio di Circolo e Sindaco, vari assessori e personale del settore Lavori Pubblici del Comune. Né si tratta dell’unica scuola in queste condizioni, tanto per far capire che l’avanguardia, in questo caso, non c’è. Tuttavia non è solo questo: l’incapacità dell’amministrazione comunale di dire una parola chiara e definitiva sulla questione della scuola Matteucci, tra infinite giravolte, comunicati alla stampa, prese di posizioni immediatamente rimangiate e atti contraddittori, fanno capire che una vera capacità di programmazione e una vera e strategica visione della scuola manca completamente. Per fare un esempio: l’amministrazione comunale ha presentato, nel gennaio 2011, una variante al Regolamento Urbanistico Comunale secondo la quale “l’esigenza di una nuova scuola media deriva dalle problematiche di stabilità sismica recentemente evidenziate” nei confronti della scuola Matteucci. Se l’esito può non soddisfare tutti, almeno sembrerebbe un punto di chiarezza in tutta la vicenda; al posto della Matteucci, che ha problemi di stabilità sismica, sorgerà una nuova scuola “in fregio a via Palagetta” (come recita, in un italiano approssimativo, la citata variante). Se non altro è un punto fermo in questa vicenda. Punto fermo? E allora che ci fa uno stanziamento previsto di 600.000 euro e iscritto nel programma triennale delle opere pubbliche del Comune nel triennio 2012/2014 sotto la codifica ES3 “Per messa in sicurezza, adeguamento sismico e ampliamento scuola Matteucci” con la specifica “Studio di fattibilità”. A che serve questa spesa, se si è già deciso di costruire un edificio nuovo? Il mistero è presto risolto: quando è stato deciso l’intervento più cospicuo sull’edificio (si veda più avanti), è stata introdotta una modifica al piano triennale delle opere pubbliche. Quando poi è stata tracciata la nuova rotta verso la nuova scuola, ci si è dimenticati della modifica apportata -che peraltro, per future giravolte, potrebbe anche tornare buona. Questo per dire la trasparenza con cui opera l’amministrazione e il fatto che le decisioni prese assomigliano più a esternazioni improvvisate che a meditate programmazioni annuali, quali il Comune si vanta, secondo noi a sproposito, di effettuare da vent’anni. Nella politica scolastica, insomma, questa città non è all’avanguardia; e c’è motivo di ritenere che non si tratti della sola politica scolastica… Ne riparleremo in fondo. Intanto eccovi

I FATTI SULLA MATTEUCCI

Nell’aprile 2010, un sopralluogo dei tecnici del Provveditorato agli Studi, che effettua normali controlli sugli elementi non strutturali e sull’agibilità in sicurezza degli edifici scolastici, rileva problemi legati al controsoffitto della scuola. A causa di queste problematiche, che interessano anche la palestra della scuola, viene chiuso il primo piano della scuola, nonché la palestrina, ultimo edificio per l’educazione fisica, visto che la palestra era chiusa già da due anni. Questo sopralluogo si incrocia con un secondo intervento che il Comune ha messo in ponte in totale autonomia; un’Ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri (la 3274/2003) ha disposto -ma poi è intervenuta una proroga fino al 31 dicembre 2010- di verificare la stabilità sismica degli edifici a proprietà pubblica e definiti di interesse strategico. Il Comune ha stipulato una convenzione con l’Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Ingegneria Civile e ambientale, allo scopo di “effettuare la verifica sismica” e, in caso si debba prevedere un adeguamento alla normativa, di “predisporre le linee guida per l’intervento” (art. 1 della convenzione). La verifica prevedeva due fasi: una prima fase sulla Matteucci, e una seconda su tutti gli edifici di proprietà comunale, in modo da “produrre una prima graduatoria di priorità di intervento” oppure l’individuazione delle “strutture a maggior rischio sismico” . La fase di studio sulla Matteucci deve essere finita entro il giugno 2010. Perché è così urgente? Perché nel frattempo le classi del primo piano della Matteucci sono state spostate nei locali di via Verdi, che presentano parecchi problemi e che hanno sollevato la decisa contrarietà dei genitori e delle famiglie degli alunni. I locali di via Verdi infatti sono infestati da parassiti, e non sono a norme dal punto di vista della sicurezza. Il Sindaco e l’assessore Fossi, in un incontro con i genitori, si impegnano, nel caso che i lavori di adeguamento della scuola Matteucci comportino una spesa inferiore a 500.000 euro, ad affidare tali lavori con procedura di somma urgenza, in modo da anticipare i tempi di realizzazione e da permettere agli alunni di affrontare l’anno scolastico 2010/2011 nei locali della loro vecchia scuola. Quello di via Verdi, insomma, dovrebbero essere solo disagi momentanei. Nel frattempo l’Università fornisce una relazione, a firma Ing, Vignoli, sullo stato della Matteucci. In realtà la scuola non sembra così mal messa; tuttavia, osserva Vignoli, “vi è un problema di eccessiva snellezza delle murature al primo piano anche a causa della tipologia del controsoffitto attuale”. E’ lo stesso problema rilevato dal provveditorato. Per ovviare alla difficoltà, Vignoli ipotizza tre tipi di intervento: a) eliminazione del controsoffitto attuale e sua sostituzione. Questo tipo di intervento, segnala Vignoli, “non elimina i problemi rilevati … nei confronti dell’azione sismica”. b) sostituzione del controsoffittto con una struttura reticolare in acciaio e realizzazione di una soletta armata al solaio del piano terra oltre che consolidamento delle mura esterne; c) sopraelevazione di un piano dell’intero edificio. Sostanzialmente, sembra dire Vignoli, l’intervento (a) è un intervento di minima che risolve la difficoltà che ha portato alla chiusura della scuola ma che non comporta l’adeguamento della scuola agli standard dell’OPCM 3274/2003. L’intervento (c), più complesso, è però realizzabile con un limitato incremento di costo. Non è poi un incremento limitato; nella relazione tecnica redatta il 29 maggio 2010,si calcola che l’intervento (c) proposto da Vignoli costerà 2.500.000,00 euro, oltre IVA di legge, spese tecniche e quant’altro.

I DISAGI TEMPORANEI NON SONO PIU’ TEMPORANEI

Il 9 giugno 2010, il Sindaco e il solito assessore Fossi comunicano al consiglio d’Istituto della Matteucci che la somma necessaria a coprire le spese dell’intervento è levitata a oltre 2 milioni e mezzo di euro… addio somma urgenza. I lavori, però, garantiscono Sindaco e assessore, saranno al solo piano elevato, e sarà possibile tenere aperte le classi al piano terra della scuola per il successivo anno scolastico. Il 14 luglio 2010, però, i lavori non sono partiti alla Matteucci, e neanche nei locali di via Verdi, dove nel frattempo i genitori hanno chiamato i Vigili del Fuoco. Durante un sopralluogo effettuato il 24 settembre 2010, i Vigili del Fuoco certificano che i locali sono privi di impianto antincendio e che l’impianto elettrico non è a norma, oltre ad altre violazioni delle norme di sicurezza. D’altro canto, se è vero che la Matteucci, che è una scuola costruita parecchi anni fa, non è stata edificata secondo le moderne normative antisismiche, sono poche (anzi punte) le scuole campigiane che rispettano quelle normative. Anzi, dal punto di vista dell’individuazione delle strutture a maggior rischio sismico la Matteucci non è certo quella nelle condizioni peggiori; ci sono almeno altre 5 scuole (tra cui una materna) che presentano criticità maggiori… persino i locali di via Verdi sono messi peggio… Ciò nonostante, il nuovo anno scolastico comincia senza che alla Matteucci nulla si muova, e anzi il 22 ottobre 2010 il Sindaco annuncia (a mezzo stampa) la propria intenzione di costruire una nuova scuola lasciando sbigottiti i genitori degli alunni con i quali si era confrontato durante un’assemblea pubblica svoltasi il 15 ottobre 2010 alla Limonaia di Villa Montalvo. Ai genitori, che contestavano la scelta del Comune di effettuare un intervento estremamente oneroso sulla scuola quando, in base a perizie e pareri tecnici che i cittadini si erano procurati pagandoli di tasca loro, un intervento di massima di sostituzione del controsoffitto avrebbe permesso ai ragazzi di rientrare velocemente nella propria scuola. Certo, l’edificio non sarebbe stato a norma ai sensi dell’OPCM 3274/2003. perché, c’era qualche scuola che lo era? Il Sindaco, spiazzato dalla documentazione tecnica presentata dagli agguerriti genitori, promise pubblicamente che avrebbe riflettuto attentamente sulla vicenda; ma il 22 ottobre successivo, annunciò a mezzo stampa (da quel momento non parlò più direttamente con i cittadini) la propria intenzione di costruire una nuova scuola. A questa nuova decisione va seguito la variante al RUC del gennaio 2011 di cui abbiamo parlato all’inizio. Perchè questi continui aggiustamenti di rotta, queste svolte senza soluzione di continuità? Forse, come ipotizzava qualcuno all’interno del comitato dei genitori preoccupati per la sicurezza dei propri figli, c’entrava la delibera 420/2010 della regione Toscana che fissava i criteri per l’assegnazione dei fondi comunitari intesi a promuovere gli interventi di adeguamento e prevenzione del rischio sismico negli edifici di pubblica utilità? Nel bando allegato alla delibera si specificava che, nella formazione della graduatoria degli aventi diritto ai finanziamenti, costituiva criterio preferenziale una dichiarazione di inagibilità totale o parziale; che era proprio il caso della scuola Matteucci.

CHE COSA SUCCESSE DOPO?

Nulla successe. La fiammata della nuova scuola sembra essersi esaurita, dalla programmazione triennale delle opere pubbliche sembra che riprenda corpo l’ipotesi del rialzamento della scuola Matteucci. Se questa è l’ultima puntata. Peraltro, non è chiaro a che cosa dovrebbe servire la costruzione di un nuovo piano rialzato nella scuola, visto che le autorità scolastiche non ne hanno mai fatto richiesta. Qualcuno ci sa spiegare perché, a parte l’adeguamento alle norme antisismiche (che però non riguarda la sola Matteucci) i cittadini di Campi dovrebbero spendere altri 3 milioni di euro? A che cosa dovrebbero servire i nuovi spazi pubblici? E se il Comune prevede di acquisire nuovi spazi, che bisogno ha di affittare spazi privati per costituirvi fantomatici musei civici? L’intera vicenda assomiglia più, per dirla con Macbeth, più a “una favola narrata da uno sciocco, piena d’orrore, piena di furore, che non significa nulla” che all’attenta programmazione dei fabbisogni scolastici e una conseguente politica razionale volta al soddisfacimento di quei bisogni. Più che un giudizio sulla sgangherata governance dell’attuale amministrazione, quello che ci preme rilevare però è uno degli effetti imprevisti di tutta la vicenda: lo scollamento sempre più ampio tra cittadinanza e istituzione. Lo scontro, a tratti anche aspro, tra amministrazione e genitori degli alunni interessati ha portato da un lato alla chiusura del Comune che da un atteggiamento di apparente benevolenza (un po’ paternalista a nostro giudizio) è passato rapidamente a una chiusura a riccio nella quale non si confronta più con nessuno e rilascia le proprie decisioni, a mo’ di ukase, a mezzo stampa; dall’altro alla costituzione di un gruppo molto attivo che ha cercato di avere risposte su argomenti che stavano loro a cuore (e quale argomento più importante della sicurezza e dell’educazione dei propri figli?) e che solo una stampa becera e sguaiata poteva definire come il partito delle mamme; quasi che, ogni qual volta che i cittadini tentano di avere risposte dalle istituzioni debbano fare ciò a scopo elettorale e con finalità inconfessate. Proprio la definizione partito delle mamme, nella sua vacuità, è la spia però del fatto che i confronto è stato concepito dagli organi di informazione e in fondo da molti politici come uno scontro tra interessi in corso, come una sorta di regolamento di conti. I temi che invece dovevano essere salvaguardati, ossia l’educazione e la sicurezza dei nostri giovani, ossia il bene più prezioso di una comunità, sono stati completamente obliterati. A maggior riprova che il primo effetto di una cattiva amministrazione non è né lo spreco di denaro pubblico, e nemmeno la formazione di un alto debito, ma lo spappolamento dell’identità civica, in cui una crisi su temi così delicati viene ridotta a una specie di rissa tra un presunto partito delle mamme e un boss locale.

Un’ultima notazione: la storia non finisce qui… Non abbiamo nemmeno cominciato a parlare della faccenda della palestra della scuola Matteucci, che presenti notevoli aspetti di comicità. Magari ce ne occuperemo un’altra volta, se saremo ancora qui, se la vostra mente non muterà, e se la storia varrà sempre la pena di essere raccontata. Ma fidatevi; ne vale la pena. Ma proprio la pena.

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2 commenti su “All’avanguardia sulla Scuola: INCHIESTA sulle politiche scolastiche a Campi Bisenzio

  1. fugadigas
    2 giugno 2012

    Sono un insegnate della scuola e certo non voglio difendere l’amministrazione comunale che si in questi due anni ha manifestato tutte le incertezze e improvvisazioni che voi rilevate. tuttavia non posso rilevare come i problemi si sono accumulati in decenni di scarsa attenzione verso le strutture scolastiche; decenni di vacche grasse. Oggi sono anni di vacche magre e il Comune non sa ovviamente trovare una soluzione e imporla.

  2. vivy60
    19 giugno 2012

    Sono stati capaci di rovinare un edifico scolastico con tutti i disagi provocati a ragazzi e famiglie, come hanno fatto e perché? Forse per cercare di accaparrarsi i finanziamenti della Regione o per altro e più misterioso motivo?

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Questa voce è stata pubblicata il 4 maggio 2012 da in Inchieste con tag , , , , , , , , , , , .

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