Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

UN DOVEROSO CHIARIMENTO

Il mio articolo sull’“ospedale” a Campi ha suscitato, come era prevedibile, una reazione un po’ stizzita dell’assessore Mengozzi il quale, dalle pagine del Nuovo Corriere del 6 novembre u.s., esorta a non parlare “a vuoto di sanità”. Giusto, non si deve parlare a vuoto di sanità! Questo infatti era anche l’intento del mio articolo. Credo, infatti, che la politica dovrebbe occuparsi della “cosa pubblica”, tutelare la res publica e non cercare di farsi propaganda annunciando con troppo clamore l’apertura di una clinica privata. Questo non vuol dire che io sia contraria al fatto che dei privati siano liberi di aprire qualcosa sul nostro territorio, tutt’altro, ma non credo sia compito dei politici pubblicizzare queste iniziative, private appunto, come se fossero realizzate da loro, non credo sia il caso farsi belli con le piume di altri! I privati hanno soldi da investire, benissimo, chiedono i dovuti permessi al Comune, tutto procede secondo la legge e basta, i rapporti tra pubblico e privato si limitano a questo, com’è giusto che sia e va più che bene. Il fatto è che più volte, negli ultimi anni, è stata annunciata l’apertura di un ospedale a Campi; una volta doveva sorgere sui terreni vicino a Villa Rucellai, progetto accantonato per le ormai note vicende. Un’altra volta doveva sorgere in via Palagetta. Alla fine, siccome un ospedale era stato promesso, un ospedale ci deve essere. Non so poi a cosa si riferisca l’assessore quando dice che io avrei fatto dichiarazioni “offensive e lesive”. Le notizie riportate nel mio articolo, relative alla società Segesta, si possono trovare facilmente su internet e mi sembrano tutt’altro che offensive, se è a queste che si riferiva. Prendo l’occasione per far notare all’assessore Mengozzi che il servizio sociosanitario toscano sta perdendo i servizi per le persone più deboli. Ci sono strutture sanitarie assistite pubbliche che funzionano, come ad esempio “Le civette” di San Salvi, della ASL 10 che, secondo le notizie riportate da La Nazione del 24 settembre scorso, avrebbe dovuto chiudere i battenti in data 31 ottobre, mandando a casa settanta dipendenti e sessanta pazienti, quasi tutti anziani e con disturbi psichiatrici. Tutto questo a causa di una gestione della cosa pubblica troppo spesso “disinvolta”(vedi anche ASL di Massa). Dovrebbe essere compito dei politici quello di “governo e chiarezza”, se ancora si vuol decantare la virtuosità della sanità pubblica toscana. Ecco perché l’apertura di una clinica privata, se pure legittima, non mi sembra una conquista per gli amministratori pubblici, lo sarebbe molto di più se ci fosse, da parte di utenti più deboli da un punto di vista economico, la possibilità di scegliere, secondo una “giustizia sociale” e, questa possibilità di scegliere dovrebbe essere garantita dagli amministratori, comuni, regione, asl.
Se, a fronte di cliniche private che aprono ci sono troppe strutture pubbliche che chiudono c’è qualcosa che non va e sarebbe meglio che tutti si facessero un serio esame di coscienza.
Viviana Ventisette
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