Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

ULTIMI GRACIDII DAL PADULE (4)

Aeroporto di Firenze e Aeroporto di Milano:
Il 1 ottobre la Commissione Europea ha aperto contro l’Italia un’istruttoria sull’aeroporto di Malpensa per disastro ambientale. Il disastro in questione che l’aeroporto avrebbe causato è quello del vicino Parco naturale della valle del Ticino, sito di interesse comunitario. La faccenda è nata quando un privato, Umberto Quintavalle, che è proprietario di un terreno nel comune di Somma Lombardo, ha avviato una causa contro SEA (la società proprietaria di Malpensa). Il tribunale incaricato della causa ha eseguito una perizia che certifica che l’area boschiva protetta del parco aveva subito, a causa del decollo e dell’atterraggio degli aerei, un degrado progressivo, e ha condannato la SEA a un risarcimento di 4 milioni di Euro. La Sea propose ricorso in appello, ma il signor Quintavalle, che sapeva che i boschi degradati, oltre che sul suo terreno, erano anche sul terreno del parco, e che erano protetti da ben due direttive europee, ha sporto reclamo a Bruxelles. Di qui l’apertura del fascicolo, che, se confermato, porterà l’Italia ad una procedura di infrazione per disastro ambientale. Da notare che SEA, in nome dello sviluppo e della crescita, aveva avviato un piano industriale per il potenziamento della terza pista, anche se il volume di merci e le previsioni di traffico sono in netto calo. Tutta questa vicenda ricorda qualcosa a qualcuno? Vi diamo qualche suggerimento: Aeroporto di Firenze… Parco della Piana… Boschi di mitigazione dell’inceneritore di Case Passerini (che, se non crepano per l’inceneritore crepano per l’aeroporto, come ci insegna la vicenda Malpensa)… Insomma l’ennesima fregatura per le casse pubbliche (tra l’altro l’accertata infrazione sarebbe a carico della fiscalità generale quindi non la pagherebbe la SEA; la pagheremmo noi). Insomma; se queste sono le politiche della Regione Toscana contro il declino non c’è dubbio, grazie, preferiamo il declino.
Acqua pubblica a Sesto
Il 29 settembre il Consiglio comunale di Sesto Fiorentino ha bocciato un OdG presentato dalle liste civiche Un’altra Sesto e Democratici per Sesto in difesa del rispetto della volontà popolare nei referendum sull’acqua pubblica svoltisi a giugno. L’Ordine del Giorno rivendicava una presa di posizione dell’Amministrazione in particolare per quanto riguarda l’abrogazione del principio della remunerazione ope legis del capitale privato investito e per avviare con decisione e tempi certi il percorso di ripubblicizzazione della Società che gestisce il servizio idrico integrato, come già fatto da altre amministrazioni (ad esempio il Comune di Napoli.) Il bello è che poco tempo fa (ne abbiamo dato notizia del numero 1 della nostra newsletter) un Ordine del Giorno del tutto analogo, è stato votato alla quasi unanimità dal Consiglio comunale di Campi Bisenzio. Che dedurne? Si spera solo che quando avrà finito di girare, la testa di questi amministratori della Piana sia ancora voltata in avanti…
Comune di Firenze: retrocessione del rating finanziario
Il 5 ottobre l’agenzia Moody’s ha tagliato il rating di numerosi enti pubblici italiani, e tra questi quello del Comune di Firenze, il cui grado di affidabilità finanziaria è stato ridotto da Aa3 a A2. Il Comune di Firenze ha prontamente replicato che il taglio era atteso e inevitabile una volta che Moody’s avesse tagliato (come ha fatto) il rating dell’intera nazione. Tuttavia, il comune di Firenze aveva già subito una retrocessione del rating, all’epoca in cui emerse con chiarezza il fatto che quel medesimo comune –insieme a quello diSan Casciano, di Campi Bisenzio e alcuni altri, aveva incautamente investito in titoli sub-prime (noti ormai come “titoli schifezza”). Nel 2008, il comune di Firenze aveva un debito di 728 milioni di euro, 270 dei quali relativi a 13 contratti finanziari sottoscritti nel 2002 con Merril Lynch, Dexia (sì, proprio la banca franco-belga in via di fallimento in questi giorni), MPS, UBS. con 55 milioni di perdite potenziali. Questo debito nel 2010 era salito a 496 milioni di euro. Nel corso del 2011, l’amministrazione fiorentina aveva deciso di sospendere i pagamenti delle rate alle banche, avviando l’iter burocratico per l’annullamento delle delibere che aveva portato alla stesura di quei contratti. Com’è ovvio, gli istituti di credito non hanno gradito la mossa e ora c’è un ricorso pendente davanti all’alta corte di giustizia di Londra – il che ha portato al precedente giudizio di riduzione del rating che ora viene ulteriormente aggravato a causa della crisi nazionale. Comunque si voglia giudicare la vicenda, resta la superficialità con cui amministratori pubblici prendono decisioni(che poi si rimangiano) sui soldi dei cittadini, in particolare rivolgendosi a strumenti finanziari derivati che la VI commissione permanente del Senato italiano Finanze e Tesoro, nella seduta dell’11 marzo 2010, ha definito “strumenti diabolici”. In conseguenza dell’abbassamento del rating quanto a affidabilità finanziaria, finanziare il proprio deficit, per il comune di Firenze, sarà più oneroso, a riprova del fatto che non tutte le radici di questa crisi sono internazionali.
Inceneritore di Falascaia e Regione Toscana
Il 13 ottobre, alla prima udienza del processo per la manipolazione dei dati dell’Inceneritore di Falascaia, la Regione si è costituita parte civile contro l’impresa che gestiva l’impianto. Il fatto è noto: l’inceneritore di Falascaia (Pietrasanta), impianto di ultima generazione, emetteva metalli pesanti a tutta biella, con un bel ritmo industriale. Peccato solo fosse ben superiore ai limiti di legge, quindi per restare in esercizio aveva bisogno di un aiutino. L’aiutino gli veniva da un software taroccato che abbassava le emissioni consentendo a queste ultime di rientrare nei parametri, finché il giochino venne scoperto l’8 luglio 2010, quando le forze di polizia misero i sigilli all’impianto (e ancora i sigilli stanno lì). All’apertura del processo contro la società di gestione responsabile dell’aiutino – una divisione della Veolia, a tutti noi nella Piana ben conosciuta per il tifo che ebbe da Quadrifoglio che la voleva come partner privato nel progetto dell’impianto di Case Passerini… probabilmente per rinverdire i fasti di Falascaia – la Regione Toscana si è costituita parte civile per disastro ambientale. Può sembrare curioso che la Regione, che da sempre appoggia la costruzione di inceneritori, si dichiari parte lesa perché… gli inceneritori inquinano. Ancora più bizzarro è il fatto che molti esponenti regionali che ora si dichiarano parte lesa, si sono anche dichiarati a favore della campagna (sciagurata) di Matteo Renzi per l’introduzione del reato di omicidio stradale. Secondo costoro, chi beve un bicchiere di troppo accetta in questo modo la possibilità di commettere un omicidio e quindi deve andare in galera. E invece chi, decretando la necessità assoluta di un impianto di incenerimento, accetta la possibilità di un disastro ambientale, no? Poi, credeteci o no, la Regione si è costituita parte civile anche per il danno all’immagine che ha subito dalla vicenda. Nessun commento da parte nostra su questo punto.
Inchiesta sul Credito Cooperativo Fiorentino
Il 17 ottobre la procura ha emesso gli avvisi di fine indagine per l’inchiesta sulla “banchina” di Campi Bisenzio, il Credito Cooperativo. Gli indagati sono 55 a vario titolo; le accuse (ma ovviamente la posizione dei singoli indagati varia) sono associazione a delinquere, appropriazione indebita, reati bancari vari (tra cui il finanziamento illecito) e così via. Al di là del destino giudiziario dei singoli indagati, che qui non interessa, vale la pena sottolineare come l’inchiesta disegni, in maniera quasi perfetta, le linee di una spartizione di potere: tra gli indagati, oltre al coordinatore del PDL Denis Verdini, figurano il presidente dell’autostrada Serravalle (sì, quella di Penati) Marzio Agnoloni, legato al presidente della Provincia di Milano Guido Potestà, uomo di stretta osservanza berlusconiana, ma anche Andrea Pisaneschi, consigliere di amministrazione della banca “rossa” Monte dei Paschi, e Fabrizio Nucci, direttore di Metropoli ed ex consigliere di amministrazione del Credito Cooperativo ma anche ex membro del direttivo dell’allora partito della Sinistra Democratica. Certo, spartirsi il potere non è un reato. Questo fatto però la dice lunga sul fatto che l’inchiesta disegna un’aperta collusione tra maggioranza e opposizione che, ci sembra, spiega molte cose della politica fiorentina e non.
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