Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

LA CRISI SPIEGATA AI DODICENNI (E AD ALCUNI POLITICI ITALIANI)

Caro dodicenne,
probabilmente saprai che l’Italia sta attraversando una grave crisi a causa dei suoi elevati debiti e che il governo ha pensato bene di risolvere questa faccenda vendendo il patrimonio pubblico; i debiti dello Stato italiano ammontano a 2.000 miliardi di euro, il patrimonio pubblico ammonta a 2.000 miliardi di euro per cui WOW! Che problema c’è? La soluzione è bell’e che trovata! Se non sai ancora tutto ciò, stai certo che lo saprai molto presto. C’è però ancora qualcosa che non sai, e che non ti viene detto. Il patrimonio che deve essere venduto per ripagare il debito è stato accumulato da innumerevoli generazioni di italiani; è la ricchezza che hanno lasciato ai loro figli. Opere d’arte, monumenti, spiagge, edifici, industrie, sono il frutto del lavoro di milioni di italiani nel tempo. Tutto questo patrimonio che infinite mani hanno accumulato per te, ora rischia di sparire tutto d’un botto. Zap! Tutto finisce nelle capaci tasche private. Ma se la crisi è generale, come mai queste tasche sono tanti capaci? Come mai il convento è povero, ma parecchi frati sono ricchi? Anche un dodicenne come te dovrebbe cominciare a chiederselo. E lo dico per te, non tanto per me che ormai ho una certa età e non ho figli; è a te che fregheranno tutta questa roba, dicendo, è per pagare i tuoi debiti? Come mai hai tutti questi debiti? Che diavolo hai combinato? E qui c’è la risposta: in realtà non hai combinato niente. È inutile che ti dicano che hai vissuto per anni nel lusso oltre i livelli che potevi permetterti, e ora è il momento di incominciare a pagare. Chi te lo dice ti dice una bugia perché in realtà sono anni che in Italia la spesa per le uscite (ossia quando lo Stato spende in pensioni, stipendi, servizi e assistenza sociale) diminuisce, per opera dei continui tagli. Non è vero che spendiamo più di quanto produciamo o di quanto lavoriamo, come un’allegra famiglia sprecona che compra a credito e in cui nessuno lavora. Al contrario, tutte le statistiche indicano che fino al 2000 il livello di risparmio delle famiglie italiane era uno dei più alti nel mondo… poi è arrivato l’euro, la precarizzazione del lavoro giovanile, le duemila riforme delle pensioni e addio risparmio, è già tanto se arrivi alla quarta settimana del mese. Quindi non è vero che abbiamo vissuto oltre quello che ci potevamo permettere. E infatti i debiti non sono provocati da un eccesso di uscite, che subiscono tagli dal lontano 1992. Al contrario: sono causate da una diminuzione delle entrate. Ciò a causa di una legislazione fiscale che non è progressiva (e ciò è incostituzionale) e che avvantaggia i ricchi in modo da sottrarre alle casse dello Stato centinaia di miliardi (sono queste le tasche in cui l’attuale governo si vanta di non avere messo le mani); a causa del lavoro nero e sommerso, che evade il fisco e che produce ricchezza privata ma debito pubblico; a causa della politica di delocalizzazione delle multinazionali, che spostano la loro sede in paesi in cui si pagano meno tasse. Un esempio, banale ma illuminante: l’Irlanda concedeva alle imprese estere una fiscalità di vantaggio: le imprese che si trasferivano lì pagavano solo il 12% delle imposte. Ciò provocò negli anni ’90 una corsa delle imprese a delocalizzare in Irlanda. Si cominciò a sentire parlare di miracolo irlandese, di tigre celtica, e così via… Sei troppo piccolo per ricordartelo ma, se vuoi, ho ancora qualche giornale vecchio da mostrarti. Ma cosa succede? Le imprese non hanno nessun interesse a investire in Irlanda… perché comunque ci sono paesi in cui il costo del lavoro è ancora minore. L’unico motivo di interesse per l’Irlanda è il basso livello di tasse rispetto al paese di reale appartenenza. Perciò, una volta che, per qualche motivo, l’Irlanda non può più garantire questo vantaggio (ad esempio perché è stata costretta a un’operazione di salvataggio delle proprie banche private, riempitesi di titoli schifezza e di conseguenza lo Stato irlandese ha assoluto bisogno di aumentare le proprie entrate), le multinazionali non hanno nessuna remora ad abbandonare il paese. Così il miracolo irlandese finisce e lo Stato fallisce, e ora a Dublino vanno a giro con le pezze al deretano (mi dimenticavo che sei un dodicenne… al culo. I politici invece questa parola l’hanno capita perché sanno tutto sul deretano e su come prenderlo). Ma in questo modo non ci si è limitati a far fallire l’Irlanda; si è fatto precipitare anche le entrate fiscali degli altri partner europei. Un esempio banale: la Total quest’anno ha generato 12 miliardi di utili; ma grazie alla delocalizzazione non ha versato allo Stato francese un euro di tasse. Tuttavia, quando si dice “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità” ci si riferisce a un fatto preciso: lo Stato, rispetto alle ditte private, può indebitarsi senza dover portare i libri contabili in tribunale. Le attività per le quali lo Stato si indebita per svolgere generano servizi, infrastrutture, stipendi, ecc, che a loro volta generano ricchezza privata. Quindi il deficit pubblico può essere la garanzia di un’economia stabile e di una piena occupazione, e potenzialmente è pari alla creazione di un surplus privato che è equivalente al deficit ma con segno diverso: una pura inversione contabile. In altri termini, in questi anni lo Stato italiano si è indebitato per creare una comunità ricca, ossia, come si diceva nei ruggenti anni ’90, per favorire la crescita. Solo che, come si è visto, la ricchezza creata non è stata assolutamente uguale per tutti: mentre le multinazionali come la citata Total andavano alla grande, un impiegato o un operaio hanno goduto in misura molto modesta della crescita della ricchezza privata; al massimo avranno cambiato macchina o avranno fatto una vacanza all’estero… ma poi ritrovandosi con i figli precari, i genitori anziani da accudire, la previdenza privata da accollarsi (non sei così giovane da non ricordare la fregatura del furto del TFR dei lavoratori privati per istituire la previdenza privata operato dal protocollo Welfare), questi soggetti si sono ritirati dal gran ballo della ricchezza privata. E dal momento che sono gli unici soggetti che pagano con certezza le tasse, non potendo partecipare al gran festival nazionale dell’evasione, ecco che le entrate vanno in crisi. E, mentre le multinazionali trovano sempre un’Irlanda ove rifugiarsi, operai e impiegati (e i loro figli precari) dove mai possono andare? Ed ecco la crisi. Così si comincia a capire la storia del convento povero e dei frati ricchi; non è che i frati siano spendaccioni, è l’amministrazione del convento che ha applicato politiche rovinose per sé e per i conventi vicini strillando slogan come “crescita”, “sviluppo”, “mercato”. Ma la crescita era dei patrimoni privati (non di tutti) e lo sviluppo era del debito comune. Come se ne esce da questa cosa? Dal momento che sei un dodicenne sveglio, probabilmente penserai: ci vuole una politica amministrativa comune di tutti i conventi interessati che inverte le misure che sono state prese in precedenza. E io concordo con te. Che cosa ti viene proposto invece? La vendita del patrimonio pubblico. Sveglio come sei, la vedi subito la fregatura: vendere il patrimonio non serve a nulla se non si aggredisce il problema che ha determinato la flessione delle entrate, perché altrimenti le entrate le sistemi una tantum con la vendita, ma poi il deficit si ricrea e il patrimonio non si può vendere che soltanto una volta… Quindi lo capisci anche da solo: la vendita del patrimonio pubblico non rappresenta una saggia politica per assicurare il tuo futuro; è in realtà lo spolpamento della carcassa Italia da parte di chi si è arricchito in questi anni e che si affanna a strappare tutto quello che può prima della fine. A tutti i livelli: da parte dello Stato ma anche delle amministrazioni locali. Perché, la questione aeroporto di Firenze è altro da una svendita di un bene pubblico (il territorio) a privati perché ci si arricchiscano, sotto lo slogan della “crescita” e in realtà preparando la catastrofe delle finanze pubbliche e l’arricchimento dei forzieri di alcuni privati? So che sei intelligente e che rifletterai su queste parole, e spero che troverai la forza e la capacità per unirti ad altri dodicenni come te per difendere quei beni e quei diritti che sono tuoi e che ti vogliono sottrarre. Ci puoi riuscire solo tu; quelli della mia generazione hanno fallito in tutto e per tutto e sono stati solo capaci di creare disastri ammantandoli sotto lo slogan della modernità e delle magnifiche sorti e progressive; ma delle buoni intenzioni, dice il proverbio, è lastricata la via dell’inferno. Auguri in questo tuo viaggio; ne avrai bisogno. Di una sola cosa ti prego; se puoi, spiega questa cosa ai nostri politici, perché mi sembra che non abbiano capito un granché, anche se hanno molto più di dodici anni. Cerca di farglielo capire, con calma perché non è che siano svegli come te. Poi se vedi che sono troppo duri, vedi di mandarli a casa. È molto meglio.
Un caro saluto dal tuo MenteLocale.
Questo pezzo è dedicato a Camilla, giovane donna che, assieme a tutti dodicenni puliti, intelligenti e integri, rappresenta il futuro di questo Paese così come l’attuale classe dirigente di tutte le estrazioni ne rappresenta la croce. Buona fortuna a tutti loro.
P.L.
Annunci

Lascia un Commento (ogni commento prima di essere visibile dovrà essere moderato dall'amministratore)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 29 ottobre 2011 da in Newsletter n°4 con tag , , , , , , .

Categorie

ottobre: 2011
L M M G V S D
« Set   Nov »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: