Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

EDITORIALE news 4

È una questione di soldi
È una questione di soldi, baby… dei nostri soldi, baby… Ma prima di parlarne, ci tocca fare una precisazione; qualunque cosa abbiate sentito, o crediate di avere sentito, questo comitato non ha rapporti di collateralità con alcuna forza politica, né consiglieri di riferimento in qualunque forza passata o presente (e probabilmente anche futura) di questo Consiglio comunale, o di qualunque altro Consiglio comunale, se è per questo, o del Parlamento. Non è che non abbiamo le nostre simpatie e le nostre convinzioni, che peraltro non vi nascondiamo. È che proprio non siamo omogenei a nessuna forza politica; ci vedete proprio al naturale, o, per dire, al nostro peggio. Questo vi dà alcune certezze; non daremo indicazioni di voto (che peraltro nessuno seguirebbe) né cambieremo casacca, non avendone addosso nessuna, se non proprio i panni nostri.
Finiti gli atti burocratici, eccoci ai vostri sudatissimi soldi, guadagnati duramente e che ora sono in pericolo. Il pericolo si chiama debito. Il pericolo è grande – perché il debito è grande. Per l’Italia, oltre 2.000 miliardi di debiti. Dovessimo scriverlo in vecchie lire, ci vorrebbe una riga solo per gli zeri. In più, vi tocca il debito aggiuntivo come cittadini di Campi Bisenzio: altri 120 milioni di euro, secondo i nostri calcoli un po’ alla buona. Già, ma potreste obiettare, il bilancio è risanato. Ed è proprio qui che vi volevamo: il bilancio è al netto degli interessi sui mutui e sulle obbligazioni, che sono a lungo termine, mentre il bilancio è in corso d’anno. In altre parole, se i mutui sono ventennali e le obbligazioni decennali, io non computo nel bilancio dell’anno in corso i ratei che prevedo di pagare nei vent’anni e nei dieci anni successivi. Quindi le partite correnti possono essere a posto e il debito complessivo essere comunque spaventoso. Ne dà un esempio ottimo la famosa manovra governativa di ferragosto che, si è detto su televisioni e giornali, serviva per aggiustare i conti e risanare il bilancio, in modo da farlo andare in pari. Forse il bilancio va in pari, ma i duemila miliardi di euro di debito mica spariscono. Per cui, bilancio risanato o non risanato, se i creditori a cui dobbiamo duemila miliardi di euro decidono che è il momento di rientrare perché non siamo in grado di ripagare i debiti a vent’anni e si presentano all’incasso, l’Italia va alla bancarotta – come la Grecia, come l’Islanda, come l’Irlanda, come il Portogallo, come l’Argentina e la Russia di qualche anno fa, e via dicendo. Anche in questi paesi, poco prima del fallimento, si diceva che il bilancio era risanato. Di certo, e anche sul Titanic ballavano prima di incontrare Mr. Iceberg. Poi fu tutto un correre alle scialuppe di salvataggio. A chi toccherà? E c’è di peggio; anche se i debitori non si presentano alla porta con il cappello in mano, tuttavia per continuare a finanziare il deficit del Paese esigono tassi di interesse sempre più alti. Quindi il debito cresce continuamente, perché crescono continuamente i tassi d’interesse necessari per alimentarlo. Di conseguenza, non importa nemmeno che i debitori si presentino in massa alla porta per fallire, basta non crescere o crescere poco, ed ecco che si realizza quello che Guido Viale ha chiamato il “default di processo”. E sono più di dieci anni che l’Italia non cresce – né ci sono grandi opere, liberalizzazioni, privatizzazioni che tengano. Ma di questo abbiamo già parlato la volta prima.
Mica scriviamo queste cose per spaventarvi. Vi abbiamo già detto, sulla newsletter precedente, che secondo noi non è detto che il debito sia per forza una palla al piede – può anche darsi che sia piuttosto la garanzia di una crescita equilibrata… Ma per l’Italia, non sembra proprio il caso…
E per Campi Bisenzio? Per rispondere a questa domanda dovremmo in primo luogo sapere: a quanto ammonta il debito consolidato del Comune.? E in secondo luogo: che cosa è servito a finanziare quel debito? Che servizi ha creato, che comunità è servito a edificare? Il primo quesito lo abbiamo già posto, per le vie brevi, a qualcuno di quegli esponenti politici che ha fatto della trasparenza il proprio programma politico. Aspettiamo ancora la risposta. Ma, come abbiamo già detto, non abbiamo politici di riferimento. E poi ci siamo un po’ rotti le tasche; ma è possibile che un cittadino non possa sapere, non abbia diritto a sapere a quanto ammonta il debito che ricade sulle spalle gracili della comunità, visto che sono dati pubblici? Per cui vi proponiamo questa cosa: faremo una richiesta ufficiale, come comitato, per conoscere i dati del debito consolidato del comune di Campi Bisenzio nelle ultime tre legislature. E poi vediamo chi è trasparente e chi no. Un’ultima cosa. Quando sarà il momento dei conti, e il debito sarà esatto (e quel tempo è ora) niente ci sarà risparmiato. Pagheremo tutto, fino all’ultimo centesimo. Ma non pagheremo tutti. Per gli amici della cricca ci sarà sempre un posto da sottosegretario, un appalto di una grande opera fatta “perché l’Europa ce la chiede”, una consulenza, o, più banalmente e più in piccolo, una convenzione, una sponsorizzazione, un contratto d’affitto per un museo che non c’è.
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Questa voce è stata pubblicata il 29 ottobre 2011 da in Editoriale, Newsletter n°4 con tag , , , .

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