Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

ULTIMI GRACIDII DAL PADULE (3)

Inceneritore di Montale
Lo scorso 13 settembre incidente mortale all’inceneritore di Montale. Un operaio addetto alla manutenzione è precipitato dall’alto con conseguenze, purtroppo, fatali. Che lavori di manutenzione c’erano in corso? Dietro, c’è una storia… Il 1 agosto 2011 l’Arpat di Pistoia, nella persona di Claudio Coppi, invia alla Provincia di Pistoia una lettera da cui risulta che, nell’ambito dei controlli effettuati a maggio 2011, è stata registrata “la mancanza di passaggio del carbone attivo”. Tale fatto può determinare “una fuoriuscita di inquinanti”. Che cosa vuol dire? Vuol dire che, in mancanza del filtro a carboni attivi, il trattamento di abbattimento di inquinanti quali diossine e PCB non è stato effettuato. E allora, che significa scrivere come fa l’ARPAT “può determinare”? Gli inquinanti sono fuoriusciti o no? Lo deve stabilire la ASL, che infatti si incazza, con e-mail del 3 agosto 2011, e sottolinea che queste comunicazioni, oltre che alla Provincia, devono essere inviate anche alla ASL medesima, tanto più che , come recita l’e-mail, “al momento attuale l’impianto non appare essere sotto adeguato controllo gestionale”. Il gestore in questione è Ladurner impianti srl, che il 2 agosto 2011 si becca una diffida dalla provincia di Pistoia – il Dlgs. 133/2005 prescrive infatti che eventuali episodi di malfunzionamento, in impianti del genere, siano strettamente limitati sia come numero che come durata temporale. Invece i malfunzionamenti durano da mesi, e la Provincia lo sa benissimo, come mostra il verbale della riunione del 3 marzo 2011 tra Provincia, ARPAT, ASL e Comune di Montale, con oggetto proprio la Ladurner impianti. Né si tratta della prima diffida della Provincia alla Ladurner; con ordinanza n. 2275 del 29 ottobre 2009 era stata intimata la stessa cosa. Insomma, c’è tutto il motivo per ritenere che la faccenda vada avanti da anni. La faccenda trapela sui giornali e compare su La Nazione (edizione Pistoia) di sabato 6 agosto 2011, p. 13, con presa di posizione dei comitati civici contrari all’impianto che reclamano la revoca all’autorizzazione all’esercizio dell’impianto. A questo punto si incazza l’ARPAT di Pistoia, che controreplica con un comunicato stampa del 9 agosto 2011 ove sostiene che l’evento che ha condotto alla diffida del 2 agosto è corrisposto a “diverse fisiologiche situazioni di funzionamento dell’impianto”. Nessuna emissione fuori della norma, insomma. Ma se tutte queste anomalie non hanno nessuna conseguenza, né provocano emissione di inquinanti, che senso ha la diffida al gestore? Giusto l’adempimento di un dovere burocratico? Con queste premesse, è chiaro che, come le precedenti, anche questa diffida va a finire nel nulla. E difatti il 12 settembre 2011 la Provincia, dopo aver esaminato i documenti inviati dalla Ladurner in seguito alla diffida, giudica quest’ultima idonea a continuare a proseguire nella gestione dell’impianto. Ci sono tutti i requisiti tecnici e di sicurezza. Il giorno dopo muore un disgraziato lavoratore, titolare di un’impresa che svolge manutenzione in nome della CIS, il consorzio che gestisce l’impianto per conto dei comuni di Montale, Agliana e Quarrata. Non c’è che dire: ci sono proprio tutti i requisiti tecnici e di sicurezza, sia fuori che dentro l’impianto..
Servizio di refezione scolastica a Sesto Fiorentino
Il 13 settembre il Consiglio comunale di Sesto Fiorentino ha votato il nuovo regolamento di refezione scolastica, vanificando le attese di un nutrito gruppo di cittadini che, riuniti in una Commissione Mensa, aveva raccolto 2825 firme per richiedere modifiche al regolamento in questione. Le modifiche richieste comprendevano: il controllo della Commissione stessa sui cibi; l’uso di alimenti esclusivamente di origine nazionale (e possibilmente di filiera corta); l’impiego di almeno 4 alimenti biologici (carne rossa, carne bianca, riso, pomodori e frutta), nonché il coinvolgimento dei cittadini nell’aggiudicazione dell’appalto a Qualità e Servizi. Le richieste dei cittadini sono state cassate quasi in blocco dalla maggioranza del Consiglio comunale, che ha accolto solo alcune richieste secondarie, come l’accesso della Commissione alle mense per l’assaggio dei cibi serviti. La partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative resta un lusso nella Piana.
Crisi economica e sindaco di Firenze
Il 15 settembre giornata di sciopero dei sindaci, decisi a restituire al governo le deleghe all’anagrafe in protesta contro la manovra finanziaria. Chi c’è in prima fila a restituire la fascia tricolore? Fabio Nardella, in rappresentanza del comune di Firenze. Come del comune di Firenze? Non era stato lo stesso Renzi a proclamare apertis verbis in occasione dello sciopero nazionale indetto il 6 settembre dalla CGIL contro la manovra, che i sindaci non devono andare in piazza ma stare a lavorare dentro i loro palazzi (che veramente sarebbero i nostri, ma lasciamo stare); che lui non era iscritto alla CGIL e via dicendo contro le manifestazioni di piazza. Allora che ci fa Nardella in piazza? È vero che non c’è andato Renzi in persona, ma questo cambia poco perché: 1) Nardella era lì in rappresentanza del sindaco visto che c’è andato con la fascia, 2) il comune di Firenze, e quindi anche il sindaco, ha aderito alla protesta. Perciò inutile tentare di salvare la faccia con questi trucchetti da imbonitore. Come spiegare il fatto che le proteste di piazza contro la manovra illecite il 6, diventano lecite il 15? Proponiamo ai nostri lettori tre spiegazioni: 1) Renzi pensa che si può protestare contro la manovra solo se si è sindaci; 2) Renzi si è iscritto alla CGIL; 3) Renzi ha pensato che, mentre il 6 lo si notava più se non partecipava, questa volta lo si notava di più se aderiva, ma non partecipava che per interposta persona, in una raffinata strategia mediatica che ha finito però per mandare in confusione il povero Nardella, che alla fine non voleva più ridare la fascia. I lettori ci facciano sapere quale ritengono l’ipotesi più vera.
Ripubblicizzazione dell’acqua
Il 29 settembre si è svolta a Firenze, tra piazza del Duomo e piazza della Signoria la staffetta mdell’acqua, con la partecipazione di Pietro Mennea e alcuni giovani atleti fiorentini testimonial di Publiacqua. Lo spottone a favore di Publiacqua è stato però rovinato dalla massiccia contestazione dei comitati per l’acqua pubblica, promotori del referendum del giugno scorso, che, presenti in forze, hanno vivamente contestato la volontà di Publiacqua di non applicare la volontà popolare espressasi nel referendum, sia evitando la totale ripubblicizzazione del ciclo idrico, sia non restituendo ai cittadini il balzello del 7% sulla tariffa destinato a remunerare il capitale investito e previsto da una norma che il referendum ha abolito. Ne è nato un vivace contraddittorio tra i comitati e Erasmo D’Angelis, presidente di Publiacqua, che, trovandosi in brutte… acque, ha provato a trarsi d’impaccio promettendo l’organizzazione di un Forum Nazionale sull’acqua pubblica all’Anconella entro il prossimo mese. Proposta quanto mai cervellotica, perché un pubblico amministratore dovrebbe semplicemente applicare la volontà popolare espressasi in un voto vincolante, non organizzare Forum estemporanei che a quella volontà non possono derogare. Vi informeremo comunque come evolverà la faccenda.
Variante al RUC di Campi Bisenzio
Il 7 ottobre alla Limonaia di Villa Montalvo (ore 21.00) sarà presentata al pubblico la variante al RUC (regolamento Urbanistico Comunale). L’incontro ha lo scopo di “acquisire i contributi e le proposte di enti, istituzioni, associazioni e cittadini”. In realtà, tutto è già stato deciso secondo la Relazione di Valutazione integrata della variante 2011 al regolamento urbanistico, predisposta dal Comune di Campi Bisenzio nell’agosto 2011, che prevede, da qui al 2015, la realizzazione di 615.744 metri cubi di volumetrie residenziali, e ulteriori 22.700 metri quadri di nuove superfici di vendita. Secondo la citata Relazione, queste nuove cementificazioni non genereranno traffico aggiuntivo rispetto a quello già esistente, né maggiore inquinamento acustico e atmosferico. Poiché è la stessa variante al RUC a fissare queste volumetrie sulla base di una previsione di aumento della popolazione campigiana di 3.000 unità, non si capisce come ciò sia possibile, a meno che i nuovi 3.000 cittadini non siano privi di auto e costretti ad abitare in case prive di riscaldamento, a non produrre rifiuti, ecc. Forse questo miracolo sarà spiegato la sera del 7 ottobre.
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