Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

TWO IS MEGLIO CHE ONE

Secondo il proverbio, errare è umano e perseverare è diabolico; ma perseverare ancora, come definirlo? Ci riferiamo all’incredibile voto del consiglio comunale del 29 settembre che respingeva l’Ordine del Giorno di alcuni consiglieri dell’opposizione intitolato “Museo civico – no alle spese senza progetto” ribadendo che per la maggioranza il Museo civico s’ha da fare e il circolo Rinascita ha da riscoterne l’affitto. Unica concessione: l’affitto non sarà pagato dal 1 gennaio, come stabilito nella delibera di Giunta 155/2011, ma dal momento della firma del contratto. Al momento però il contratto non è stato firmato perché, a quanto ci consta, nessun dirigente del comune vuole mettere la firma su una determina di spesa siffatta. A dire il vero, la maggioranza non è stata compatta come al solito – due consiglieri si sono astenuti. Segno che anche gli stomaci forti reggono fino a un certo punto. Ma al di là della debolezza dell’iniziativa dell’opposizione, che ha saputo solo inviare un flebile segnale nelle chiuse stanze del Consiglio comunale e che dimostra ancora una volta tutta la sua inadeguatezza di fronte a una situazione che non si può definire tragica perché le manca la dignità della tragedia, vorremmo raccogliere la domanda di un comune cittadino: ma c’era proprio bisogno, in un momento in cui ci stanno tagliando pensioni, stipendi, accesso ai servizi, sanità, di destinare in partenza 318.000 euro come prima tranche (solo per l’affitto, perché poi ci sono i costi per l’allestimento, per la gestione, ecc. ecc.) per un museo civico che non si sa nemmeno che cosa sia? E tuttavia non è vero che, come recita l’OdG dell’opposizione, non c’è un progetto: un progetto c’è. Anzi ce n’é più d’uno. I primi segnali che la Giunta Chini ha maturato lo stimolo a istituire un museo civico vengono all’inizio del 2010 da qualche intervista sulla stampa dell’assessore di competenza. Sono cose vaghe, sia nel disegno dell’idea che nell’eventuale collocazione. Giuriamo che è la prima volta che vediamo prendere forma così l’idea di un museo. Di solito c’è un progetto culturale scientificamente fondato, validato da una discussione pubblica, inserito in una programmazione culturale ben precisa che poi, se trova consenso, va avanti. Qui è diverso: gli assessori ci informano graziosamente, tramite vaghe interviste sulla stampa, che si sta lavorando su questo progetto. – deciso da chi, a quale fine, per la promozione di che cosa (perché, permettete, la formuletta dell’identità campigiana non vuol dire nulla: che cosa ci dovrebbe essere nel museo, la pecora, Carlo Monni, l’alluvione del ’91, l’irruzione della guardia di finanza negli uffici comunali durante la giunta Alunni, il commissariamento del Credito Cooperativo Fiorentino?). Tuttavia nessuno si allarma, perché ancora nessuno sa che sulle tasche dei cittadini ricadrà una tegola di 318.000 euro, per ora. E infatti non si è allarmato nessuno nemmeno in Consiglio comunale nell’aprile 2011, quando fu votata la proposta di istituire un Museo civico e una celebrazione dell’Unità d’Italia anche dopo il 150° anniversario. Subito dopo però si scopre che il progetto c’è: perché l’amministrazione ha già dato mandato a uno dei suoi dipendenti di valutare la congruità dell’affitto dei locali del Rinascita. La valutazione avviene nel dicembre 2010. E dichiara l’affitto “congruo, rispetto ai valori del mercato immobiliare risultanti nella parte centrale della città, per i locali non residenziali” – ossia rispetto ai locali commerciali, perché musei civici in affitto in Italia non ce ne sono. Ci sono musei civici ovunque in Toscana (Prato, Empoli, Sansepolcro, Fucecchio…). Nessuno si trova in locali di proprietà di privati. Anzi ce n’è uno, ma fuori Regione, a Sanremo, che in locali grandi più o meno come quelli del circolo Rinascita paga di affitto 135.000 euro l’anno. Quindi, volendo fare una comparazione precisa invece che paragonare le mele alle pere (ossia istituzioni pubbliche con locali commerciali) ci sono persino margini per un aumento dell’affitto. Speriamo di non avere dato un’idea all’attuale Amministrazione. A questo punto, lo capisce anche un bambino, in un paese civile l’Amministrazione sarebbe stata crocifissa – altro che un miserabile OdG di protesta in Consiglio comunale, oltretutto rimandato perché, evidentemente, la Giunta aveva bisogno nel frattempo di un po’ di bicarbonato per i consiglieri di maggioranza (ma, come abbiamo visto non gli deve essere bastato)! Fosse successa una cosa simile in Germania, o in Francia, o in Olanda, scoppiava la rivolta popolare. Ma nel paese di don Camillo e Peppone tutto va bene. Il soggetto destinatario delle attenzioni del Comune è unico, non teme concorrenza e si trova in regime di monopolio naturale, spunta sempre quello che vuole – tanto c’è la scusa del pubblico interesse visto che si realizza nientemeno che un Museo civico, cosa che porterà un lustro imperituro alla città di Campi, con i suoi cimeli garibaldini (sì, lo zoccolo del mulo di Gaetano Vinciguerra, vero eroe dello scontro del convento di San Vito a Calatafimi). La cosa buffa è che questo progetto non era il solo: dalle pagine di Campi Blog apprendiamo che girava tra il 2009 e il 2010 un altro progetto, questo caldeggiato da singoli cittadini che l’avevano già proposto, a quanto leggiamo, a “figure di rilievo” a Campi. E non è tutto: dalle pagine di Metropoli del 30 settembre 2011 apprendiamo che c’è persino un terzo progetto di museo, questa volta non civico ma dedicato all’automobile, da collocarsi in zona Villa Montalvo: c’è persino una mappa che prevede sala bar, auditorium, biblioteca, parcheggio da 3.000 posti… E un bell’autodromo no? Che cosa concludere da tutta questa storia: evidentemente a Campi qualcuno si sveglia la mattina e decide di istituire un museo, attiva i contatti che deve (contatti tutti sottratti alla discussione pubblica) e manda avanti i propri progetti come può, con gli organi di stampa amici che fanno filtrare la notizia, così intanto i cittadini si abituano all’idea. Il tutto nella più totale mancanza di una qualche idea di programmazione culturale, anzi di cultura tout court, con le cose che si fanno (o non si fanno) non secondo la dignità scientifica del progetto, che peraltro nessuno vede perché alla cittadinanza non viene presentato mai, ma secondo la congruità della spesa che qualcuno dichiara e che è l’unico documento giustificativo allegato alla delibere attuative. Quindi si tratta di valutazioni squisitamente economiche: quanti soldi si danno, a chi, in che modo. Questa è tutta la ratio dell’operazione. Ciò detto, non ci meraviglieremmo se, a questo punto, i progetti venissero realizzati tutti e tre. In fondo, a Campi ci sono ancora molti locali da affittare…
Annunci

Un commento su “TWO IS MEGLIO CHE ONE

  1. Pingback: Non ti scordar di me… Il Museo civico carsico « Mente Locale della Piana

Lascia un Commento (ogni commento prima di essere visibile dovrà essere moderato dall'amministratore)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

ottobre: 2011
L M M G V S D
« Set   Nov »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: