Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

LA FINE DELLA GIRAFFA

Dite la verità; ma ci avevate creduto quando avete sentito tuonare il simpatico Filippo Penati, quando, da presidente della Provincia di Milano, sperticava contro i campi rom e contro i centri  sociali, i veri pericoli per le comunità italiane? Vi scappava da ridere quando lo sentivate sbraitare che non si poteva lasciare la bandiera della sicurezza e della legalità in mano alle destre? E infatti non gliel’ha lasciata. La legalità soprattutto. Se ci avete creduto, avete fatto male. È notorio infatti che quelli che hanno più sulle labbra la difesa della sicurezza e della legalità rappresentano spesso il rischio più tremendo per quelle stesse cose. Ne volete una dimostrazione? Sono stati i rom e i centri sociali a combinare i disastri economici e sociali per i quali ora a grosse fette della popolazione europea (noi compresi) vengono tagliati salari e diritti? Sono stati gli zingari a evadere il fisco, a portare i capitali in Liechtenstein, in Irlanda e in Nuova Zelanda? Sono stati i centri sociali a inventare i mutui subprime? Sono stati i tremendi mendicanti (odiati mica male anche da noi, qualcuno magari se le ricorda le campagne di Cioni, un altro che condivideva molti dei metodi di Penati – in tutti i sensi, come si è visto con lo scandalo Quadra) a inventare le grandi opere inutili, a riempire di prebende parlamentari e consiglieri regionali, a gestire i vari comitati d’affari, P4 e P5? Insomma, mentre succedeva tutto questo, e tutto questo portava allo sconvolgimento di cui ora ci tocca pagare il conto – e non è nemmeno la prima volta; è già successo nel 1992 – possibile che l’allarme sociale fosse ridotto tutto a zingari, centri sociali e mendicanti? Erano questi i nostri nemici? Ed ora eccoci qua –con i cocci che restano a noi. E a Penati resta lo stipendio da consigliere regionale, una bazzecola, visto il tenore di vita cui è abituato il suddetto che nel 2007 secondo Repubblica edizione di Milano del 14 giugno di quell’anno guadagnava appena 9.300 euro al mese (e il 1 agosto 2011 gli vengono trovati in camera da letto, durante una perquisizione, 11.000 euro in contanti). Né paga dazio, visto che si autosospende dal suo partito – in pratica, non versa più i soldi della tessera –, ma mica si dimette dalla carica di consigliere, che è quella da cui arriva la grana. Non c’è che dire: sono proprio begli esempi per i giovani. Uno si becca la stangata della manovra di risanamento a cuore più leggero.
E qui arriva la seconda parte che fa ridere: quella del riformismo. Ve lo ricordate Penati che tuonava contro l’odiata sinistra massimalista che impediva di governare? Che tuonava contro la politica vecchia di contro alla nuova politica autosufficiente del suo partito, moderna e responsabile? Ci avete creduto anche lì? E ora che sapete dietro tutti quei tuoni che cosa c’era, ora che sapete dietro il fumo quale fosse l’arrosto che si imbandiva, ve la raccontiamo anche noi una storia. Se avete creduto a quelle di Penati, potete credere anche questa qui. Una volta Togliatti disse che il PCI era come la giraffa. La giraffa è un animale strano. Non somiglia a nessun altro animale. Tanti animali si somigliano tra di loro. La giraffa no, non si confonde con nessun altro animale né per forma né per colore. C’era tanto orgoglio in quell’affermazione, tanta confidenza in una forza che voleva nemmeno sembrare immersa nell’italica tradizione delle ruberie, della mafia, delle furbate trasformate in sistema di governo a vantaggio di pochi e a danno di tutti. E ora prendete Penati, o meglio, non prendete Penati, prendete uno qualsiasi degli articoli di stampa che ne parlano e sostituite nell’articolo il suo nome con quello di Scajola, o di Milanese, o di Di Gregorio, o insomma chi vi pare sennò la lista è troppo lunga.Tanto avete capito. Non funziona tutto ugualmente bene? Non è tutto ugualmente sovrapponibile? Che cosa rimane, allora, se non constatare che la giraffa è ormai perfettamente uguale al resto delle bestie di questa jungla e che l’ambizione di fare dell’Italia un paese normale al partito di Penati forse non è riuscita, ma normalizzare un pezzo di paese (ovvero quel partito lì) è un obiettivo che è stato centrato ma proprio in pieno.
PS. Si è già detto, la realtà va a cento all’ora e non ci se la fa a starle dietro. Il 5 settembre Penati è stato “sospeso” dalla commissione di garanzia del suo partito. Sospendono uno… che si era già sospeso da sé. Mica deve rendere una lira. Secondo Luigi Berlinguer, presidente della commissione, si tratta di “una sanzione severa”. Unico commento possibile: Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ohi ohi, la pancia…
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Questa voce è stata pubblicata il 21 settembre 2011 da in Newsletter n°2 con tag , .

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