Mente Locale della Piana

Il Comitato che vi svela le verità nella Piana Fiorentina e oltre

EDITORIALE news 2 (ancora sul Museo Civico a Campi)

Non amiamo tornare due volte sulle stesse cose. Visto però il tenore delle reazioni al lancio della notizia sul museo civico, qualcosa ci tocca dire per forza. In primo luogo, rassicurare (oppure far disperare, fate voi) molti che hanno scritto “Se fosse vera questa cosa”. Potere stare tranquilli. È tutto e tutto perfettamente documentabile. Non vorremmo arrivare al punto di dover riempire una newsletter di documenti. Peraltro, chi vuole può andare a curiosare nel database del sito ufficiale del comune sotto “ricerca atti”. In secondo luogo, visto che anche altri organi di stampa hanno riportato il nostro lancio, non tutti felicemente, ecco di seguito un utile sunto.
I fatti:
– all’inizio del 2010 si comincia a parlare della volontà di istituire un museo civico. Per onor del vero, ne parla l’assessore Fossi su Metropoli sostenendo che “c’è l’idea di realizzare un museo civico che valorizzi il grande lavoro svolto in questi anni da storici e associazioni, Un’esperienza come quella del Centro di Documentazione storica di Villa Montalvo può essere l’embrione di questo nuovo museo”. Sulla Nazione del 12 gennaio 2010, il medesimo Fossi aggiunge che il Museo “si potrebbe realizzare usufruendo di uno spazio inutilizzato nel centro che necessita di un restauro non impegnativo (penso agli ambienti della Rocca Strozzi, alla ex-caserma dei carabinieri…)”.
– Nel novembre 2010 terminano i lavori di ristrutturazione del Circolo Rinascita (ex Milleluci).
– In data 2 dicembre 2010, viene eseguita una perizia da un tecnico comunale che certifica la congruità del canone d’affitto. È stato l’unico immobile preso in esame, a quanto dichiarato dal sindaco Chini su Repubblica del 14 agosto 2011.
– In data 12 aprile 2011 il consiglio comunale approva un ordine del giorno che invita il sindaco e la giunta a lavorare per promuovere un museo civico della storia di Campi Bisenzio.
– In data 14 luglio 2011 la giunta decide di affittare i locali ristrutturati del circolo Rinascita per attività culturali/ricreative e per la prima sede del museo civico campigiano. La durata del contratto d’affitto è di 6 anni, precisamente da gennaio 2011 al 31 dicembre 2016, l’importo annuale è di € 54.720,00 IVA inclusa. L’importo totale per sei anni è di € 328.000,00. Si concorda che il pagamento del primo anno sarà anticipato alla firma del contratto di locazione.
-Il sindaco Chini, nella già citata intervista a Repubblica, annuncia che della gestione del museo civico se ne occuperà, con un bando, qualche associazione culturale della zona. Ciò conferma che non esiste un comitato scientifico promotore, né un direttore scientifico. Tutto sarà gestito da qualche simpatica associazione locale con una delle solite convenzioni. Quindi scordatevi che il museo civico costi 328.000,00 Euro. Costerà molto di più.
Domande di MenteLocale:
1) Esiste una stima almeno approssimativa dei costi necessari per vedere questo museo aperto? Da notare che nell’OdG approvato dal Consiglio Comunale il 12 aprile 2011 e presentato dal sindaco in persona non si faceva cenno alcuno ai costi.
2) Dall’inizio del contratto d’affitto (gennaio 2011) ad oggi, quali e quante attività culturali/ricreative sono state svolte nei locali ex Milleluci?
3) Per quali ragioni, nel contratto di locazione, l’Amministrazione concorda con il circolo Rinascita che il primo anno deve essere pagato anticipato alla firma del contratto?
4) Quali/quanti cittadini, prima che l’assessore Fossi ne sentisse l’insopprimibile bisogno, abbiano richiesto l’istituzione di un simile museo.
5) Se l’amministrazione abbia presentato al consiglio comunale un OdG fondato su un progetto preciso e articolato, scientificamente valido, o se abbia presentato un OdG, scusate il termine, alla “io Boia”, senza avere la più pallida idea della consistenza della collezione del museo né delle competenze necessarie a allestirlo.
6) Domanda rivolta a tutti i cittadini: vi pare che in questa faccenda siano stati rispettati gli obblighi di buon andamento e di imparzialità previsti per la pubblica amministrazione dall’art. 97 della Costituzione; nonché gli obblighi di trasparenza e di motivazione degli atti amministrativi previsti dalla L. 241/90?
Questi i fatti e queste le domande. Personalmente, avremmo preferito l’istituzione di un museo della pecora. Avrebbe avuto molto più senso, e senza dubbio sarebbe costato meno.
Un’ultima cosa; non è la prima volta che a Campi soldi pubblici finiscono, non si sa bene a che utilità comune, dalle casse pubbliche alle tasche private. Per chi avrà pazienza di seguirci, nelle prossime newsletter documenteremo altri casi magari non museali, ma altrettanto sorprendenti.
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