Federutility contro comitati per l’acqua pubblica:
Il 7 ottobre i movimenti per l’acqua pubblica hanno appreso dalla Questura di Firenze di essere stati denunciati per violenza privata da Federutility, il sindacato di categoria che raccoglie i gestori dei servizi riguardanti acqua, rifiuti, energie (se preferite, le famose “partecipate”). La faccenda riguarda la contestazione a Pietro Mennea, protagonista della staffetta dell’acqua, spottone per Publiacqua che si svolse tra le contestazioni dei movimenti a Firenze il 29 settembre. In quell’occasione Erasmo d’Angelis (come abbiamo riferito nella nostra newsletter n. 3) promise di indire assieme ai movimenti per l’acqua pubblica un forum nazionale all’Anconella. 9 giorni dopo, le denunce, che, a quanto ci consta, riguardano 5 attivisti del movimento. Annotiamo il fatto che Publiacqua continua a comportarsi come se la nostra acqua fosse sua. Oltre a ciò, è da rilevare che i cittadini aspettano ancora la diminuzione in bolletta della quota per remunerazione del capitale, abolita dal referendum e che Publiacqua continua a percepire indebitamente alla faccia dei cittadini.
Audizione in Regione dei comitati contro l’inceneritore di Montale
Il 13 ottobre, di fronte alla commissioni regionali congiunte Ambiente e Salute, i comitati per la chiusura dell’inceneritore di Montale hanno ribadito l’emergenza sanitaria causata dall’impianto di incenerimento a causa dell’inquinamento rilevato persino nel latte materno da parte di diossine e PCB. Di fronte alle precise contestazioni dei comitati, il presidente Remaschi ha deciso di interrompere l’audizione, impedendo in tal modo a Fabrizio Bertini di svolgere la propria relazione sul piano di ATO della Toscana Centrale (quello, per intenderci, che prevede Case Passerini). Remaschi si è però impegnato ad acquisire agli atti i materiali dei comitati e a riconvocare questi ultimi a breve per un confronto con le autorità preposte al controllo della salute e dell’ambiente. Del disastroso quadro gestionale dell’inceneritore di Montale, si è già parlato nella newsletter n. 3. Speriamo che quest’audizione segni una svolta nella politica locale, provinciale e regionale, finora rivelatasi particolarmente sorda e ottusa nel difendere le scelte inceneritoriste anche al di là di ogni ragionevolezza.
